Quando ci si riferisce ai progressi del mondo del videogioco si tende sempre a focalizzare il discorso su alcune evoluzioni alle quali questo è andato incontro, e che ne hanno determinato una sua trasformazione particolarmente evidente. Si pensi alla grafica dei videogame, in costante evoluzione verso il realismo più estremo, oppure al succedersi delle generazioni di console, inevitabile considerando il costante progresso in termini di componenti hardware. Più raramente, in questo contesto, si prende invece in considerazione come il mondo del videogaming sia stato in grado di adottare e implementare alcune innovazioni tecnologiche che, nonostante una loro prima applicazione ben distante dal videogioco, si siano ritagliate un loro spazio videoludico. Sensori ottici, algoritmi di generazione casuale di numeri e la moderna realtà aumentata sono solo alcune delle innovazioni tecnologiche che, approdate al mondo del videogioco, ne hanno determinato sue interessanti trasformazioni.

Un ottimo esempio viene dal controller Nintendo Zapper, diffuso a partire dal 1985 per la console casalinga NES. I videogiocatori interagivano con alcuni titoli compatibili, tra i quali gli iconici Wild Gunman e Duck Hunt, utilizzando il controller a forma di pistola per sparare i bersagli sullo schermo. Una possibilità all’epoca apparentemente futuristica, ma resa possibile da una progettazione ingegnosa e, soprattutto, un sensore ottico. Il controller infatti alloggiava un sensore in grado di rilevare schemi di luminosità: premendo il grilletto il gioco mostrava un singolo frame, non percepibile a occhio nudo, nel quale in corrispondenza dei bersagli validi veniva posta una forma semplice in alto contrasto con lo sfondo, normalmente bianco su nero. Laddove il sensore rilevasse correttamente questo contrasto, il giocatore aveva evidentemente colpito il bersaglio. Un accorgimento che ha permesso un vero step evolutivo nel videogioco.

Technology video game play gadget accessory
Technology video game play gadget accessory

Nintendo tra l’altro è stata tra le prime a introdurre anche un altro importante tassello tecnologico nel mondo del videogaming: l’accelerometro. Si tratta di un dispositivo elettromagnetico in grado di misurare l’accelerazione lungo i tre assi tridimensionali, e per conseguenza il movimento, di un oggetto che ne sia dotato: basti pensare a come uno smartphone sia in grado di stimare il numero di passi compiuti. Per la sua console Wii Nintendo pensò di creare il controller proprio attorno a un accelerometro: in tal modo, calcolando il movimento del controller, le informazioni raccolte potevano essere convertite e valorizzate nel gameplay. Quanto si mima il movimento del volante o lo swing di una mazza da baseball il videogame si basa proprio sulle informazioni circa l’accelerazione, rendendo quindi possibile giocare tramite il movimento del controller.

Un altro esempio coinvolge invece un concetto legato al codice, e più nello specifico gli algoritmi di generazione casuale di numeri o RNG. La loro applicazione primaria, fin dalla loro introduzione, è sempre stata quella di simulare un evento casuale ai più diversi fini: legando un esito a un numero, o range di numeri, quello casualmente generato tra questi fa realizzare un evento in maniera altrettanto casuale. In ambito videogaming ha trovato ampia applicazione: si tratta tra l’altro del segreto delle meccaniche delle slot machine, ossia il responsabile della loro casualità. Se le versioni fisiche delle slot possiedono dei rulli che arrestano per inerzia il loro moto, mostrando un simbolo casuale, per riprodurre tale casualità digitalmente è necessario utilizzare algoritmi RNG. Lo stesso principio è valido per le varie meccaniche casuali come casse premio o loot boxes, componente diffusissima dei moderni titoli e legate al concetto di contenuti casuali.

Pokemon go
Pokemon go

Infine, impossibile non pensare alla realtà aumentata. Il concetto basilare è noto: sovrapporre informazioni digitali a immagini reali. Da parabrezza intelligenti a camerini interattivi per arrivare al cosiddetto metaverso, oggi le applicazioni della realtà aumentata sono numerose e soprattutto in costante aggiornamento. Il mondo del videogaming non è certo stato a guardare e, sfruttando la fotocamera degli smartphone, ha portato evoluzioni non da poco per il gaming mobile. Sono stati numerosi i titoli sviluppati a partire dall’idea della coesistenza di realtà, ripresa dalla fotocamera, e virtualità, sovrapposta alla prima. I titoli basati sui franchise di Pokémon e Harry Potter sono un ottimo esempio, e dimostrano esattamente come il mondo del videogaming sia perfettamente in grado di evolversi sfruttando le più diverse innovazioni tecnologiche a esso esterne.