Vino veneto, Bozza: «Dall’Europa un segnale equilibrato, ora sostegno al comparto»

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Sul vino veneto Alberto Bozza accoglie la distinzione europea tra consumo moderato e dannoso e chiede sostegno economico per il comparto.

Sul vino veneto il consigliere regionale Alberto Bozza di Forza Italia valuta positivamente le conclusioni della Commissione salute del Parlamento europeo sull’attuazione dell’European Beating Cancer Plan. Il riferimento istituzionale è il lavoro della commissione competente del Parlamento europeo.

Bozza evidenzia che nel documento rimarrebbe la distinzione tra consumo moderato e consumo dannoso e non verrebbe accolta l’ipotesi di avvertenze sanitarie allarmistiche sulle bottiglie. Per il consigliere si tratta di una linea meno ostile a un prodotto legato alla tradizione alimentare e culturale italiana.

L’intervento entra nel dibattito sull’economia e sulle politiche regionali del Veneto, in una fase segnata da difficoltà dei mercati e da richieste di tutela delle filiere agricole.

Vino veneto, produzione, export e congiuntura

Bozza richiama il peso del Veneto, al quale attribuisce il 36% dell’export vitivinicolo italiano e il 30% della produzione nazionale di vini Igp e Dop. Numeri che, secondo il consigliere, rendono necessaria una particolare attenzione alle conseguenze economiche delle scelte europee.

La posizione espressa non nega i rischi legati all’abuso di alcol, ma insiste sulla differenza tra uso moderato e consumo dannoso. Bozza considera questa distinzione essenziale per evitare che campagne sanitarie generalizzate penalizzino produttori, territori e denominazioni di qualità.

Il consigliere chiede infine interventi di sostegno a fronte di una congiuntura definita delicata e invita le istituzioni a evitare approcci punitivi. Il vino veneto, sostiene, deve essere considerato non solo come prodotto commerciale ma anche come espressione di storia, cultura, identità e lavoro diffuso nelle aree rurali della regione.

La discussione europea incide anche sulle strategie di promozione internazionale e sulla competitività delle imprese, chiamate a confrontarsi con costi crescenti e consumi in evoluzione. Per Bozza, una comunicazione corretta deve tenere insieme prevenzione sanitaria, responsabilità individuale e salvaguardia economica delle produzioni di qualità.