Punto nascite di Valdagno, Cunegato: «Induzioni spostate ad Arzignano, serve chiarezza»

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punto nascite di Valdagno

Sul punto nascite di Valdagno Carlo Cunegato riferisce lo spostamento delle induzioni ad Arzignano e chiede alla Regione documenti e chiarezza.

Sul punto nascite di Valdagno il capogruppo regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Carlo Cunegato riferisce che al San Lorenzo rimarrebbero soltanto i parti fisiologici, mentre le induzioni verrebbero indirizzate ad Arzignano. Il consigliere chiede chiarimenti alla Regione e richiama gli atti ufficiali disponibili sul portale del Consiglio regionale del Veneto.

Cunegato afferma di aver ricevuto segnalazioni da donne prossime al termine della gravidanza, invitate ad aprire la cartella ad Arzignano e a conoscere la struttura. Sottolinea che si tratta di informazioni da verificare e domanda se sia già in corso una riorganizzazione del reparto.

L’intervento segue il confronto sul futuro del punto nascite di Valdagno, sul quale la Regione ha annunciato il potenziamento del percorso assistenziale.

Punto nascite di Valdagno, accesso agli atti e richiesta di deroga

Il consigliere collega la situazione alla deliberazione regionale di fine maggio e ricorda che Valdagno è tra i punti nascita interessati dal mancato riconoscimento delle deroghe. Chiede quindi quale richiesta sia stata trasmessa al Governo e con quali argomenti.

L’11 settembre AVS ha depositato un accesso agli atti alla Direzione generale dell’Area sanità e sociale per ottenere note, corrispondenza con il Ministero della Salute e con il Comitato Percorso Nascita nazionale, verbali degli incontri ed eventuali istanze formali.

Cunegato distingue il potenziamento del percorso nascita dalla permanenza del reparto e richiama il bacino di circa sessantamila abitanti e le caratteristiche geografiche della vallata. Invita infine il presidente Alberto Stefani ad accettare la proposta del comitato “Il San Lorenzo non si tocca” di visitare l’ospedale. Sul punto nascite di Valdagno, conclude, servono risposte documentate e non rassicurazioni generiche.

Le dichiarazioni restano una posizione politica attribuita al consigliere e non una conferma tecnica dell’azienda sanitaria. Proprio per questo l’accesso agli atti e la richiesta di comunicazioni ufficiali assumono un ruolo centrale: servono a distinguere le segnalazioni raccolte dalle decisioni già adottate e dai programmi ancora in discussione.