Non ci sono giustificazioni all’ingerenza di cittadini autoctoni alla manifestazione in sostegno dell’Ucraina di Zelensky a Vicenza del 26 febbraio. Da anni non partecipo più al Giorno della Memoria, proprio perché è diventata una commemorazione di piazza per promuovere personaggi e ideologie che poco hanno a che fare con la Memoria.

Con l’Ucraina la stessa strumentalizzazione, dimostrazione che prova la povertà intellettuale dei partecipanti locali e la voglia di imporre il loro pensiero: viva la tanto blasonata democrazia. Se ne facciano una ragione le Istituzioni, questi sono i personaggi che avete ereditato, formato, rinnovato e cambiato: teneteveli bene stretti, perché sono anche il vostro biglietto da visita.

Quando una manifestazione è a sostegno di un Paese, dovrebbero essere i cittadini di quel paese a manovrare il timone; gli altri, se vogliono partecipare devono mettersi in disparte ed ascoltare e non proferire frasi senza senso ed allargare la bocca senza conoscere l’argomento.

Ucraina a Kiew si salva la Torah
Ucraina a Kiew si salva la Torah

È vero che l’Ucraina ha vari reparti paramilitari, tra i quali il battaglion Azov con emblemi nazifascisti ed è pieno di sballati, ma l’Ucraina ha un presidente ebreo, circa 300.000 ebrei, di cui 260 mila tra Kyiv (Kiev, ndr), Dnipro, Kharkiv e Odessa ed 800 sinagoghe, quindi mi torna difficile pensare che l’attuale Ucraina possa essere un paese antisemita, senza rinnegare i tempi passati, per carità. Riconosco che ci siano sporadici attacchi di antisemitismo, come in tutto il mondo. I primi segnali di antisemitismo sono proprio dentro le istituzioni come Onu, governi, unioni….

 

Fino a qualche anno fa (2017) conoscevo solo una parte della storia dell’Ucraina, quella più terribile per il popolo ebraico. Mia nonna mi aveva parlato di Odessa ed era proprio Odessa che volevo visitare tra il 2019 e 2020. Contattato il mio interlocutore a metà del 2018 (anche se non sembra, io programmo, mi cerco i salvagenti prima di partire) considerando la mia non conoscenza della lingua si era ipotizzata una mia presenza stabile di almeno due o tre mesi, un lusso che non potevo (e non posso) permettermi.

Si era offerto anche di dare un contributo alle spese e alla ricerca, ma ho cortesemente rifiutato perché “viaggio sempre da sola, le mie ricerche me le faccio da sola e non le copio”. Con l’occasione mi sono trovata indirettamente coinvolta nella Campagna Elettorale delle elezioni politiche ucraine.  Ho cominciato così per caso a conoscere Zelensky.  Avevo capito subito che era ebreo, da tante cose, dal nome e sui nomi sono piuttosto brava.

Volodymyr Zelensky e moglie
Volodymyr Zelensky e moglie

Lo davo perdente, non perché personaggio dello spettacolo, ma in quanto ebreo. Sono rimasta sorpresa quando è stato eletto con il 73% dei consensi. In Italia alcuni imbecilli lo paragonano a Grillo: no signori, fermiamoci un attimo. È laureato in giurisprudenza all’Università di Kiev, il papà è un ricercatore, professore che dirige un dipartimento accademico di cibernetica e hardware e la mamma è ingegnere. È di lingua russa e non ucraina ed ha dimostrato di amare la sua gente, al di sopra della lingua. Il nonno, colonnello dell’esercito russo, è caduto in guerra. Insomma, a 22 anni era già laureato (proprio come Grillo e Di Maio…), non ha mai voluto esercitare la professione legale, ha lavorato in uno studio cinematografico, Kvartal 95 Club, diventandone nel 2003 direttore artistico, nel 2011 si fonda il suo canale Inter Tv. Ha molte onorificenze, quelle non c’entrano nulla, in tutti i paesi vengono conferite con la stessa logica con cui sono conferite in Italia.

E voi, insulsi, lo chiamate spregiativamente comico.

I politici italiani e quelli europei non ricordano affatto che l’economista Jacque Attali (mamma mia, anche lui ebreo, ma algerino, già consigliere di Francois Mitterrand), fece una drastica previsione nel 2014, ovvero che la crisi ucraina di allora avrebbe potuto portare alla terza guerra mondiale.

Che cosa è stato fatto da allora a ora per evitare il conflitto?

Questo piccolo, straordinario uomo lasciato solo da Usa, Nato e Europa serve del potere, ha dimostrato di avere due testicoli che i nostri politicanti se li sognano. A Zelensky è stato offerto un rifugio sicuro negli Usa e lui ha rifiutato per rimanere accanto al suo popolo e alla sua Nazione. L’ha fatto dopo che oligarchi e parlamentari ucraini, che si definivano patrioti con borse, ori e soldi sono fuggiti a bordo di jet privati dall’Ucraina, verso l’Europa e lui ha loro mandato un messaggio personale “…la tua forza non è nei soldi o nei tuoi aerei, ma nel ruolo civile che interpreti. Torna dalla tua gente e nel tuo Paese, grazie ai quali hai fabbriche e fortuna. Oggi si supera il test per dirsi cittadini ucraini: passalo con dignità”.

Ucraina: Zelensky rimane ma è fuga da Kiev
Ucraina: Zelensky rimane ma è fuga da Kiev

Zelensky è rimasto nella sua terra, a combattere il nemico, a confortare la sua gente e a sostenerla, a piangere con loro. Altro che quelle mezze calzette che ci governano, profumatamente pagate da noi, italiani. Patetico il discorso di tale Prandini, Presidente della Coldiretti “le sanzioni non servono a niente, l’Ucraina è persa, attiviamo i canali diplomatici”.

In breve vuole dire, stiamo zitti, mettiamo il culo a 90 gradi ché gli affari sono più importanti dei valori. Bel Presidente. Forse vuole trarre business dai cavalli dei cosacchi, pronti a partire per una politica di espansione russa e a bivaccare a ridosso delle mura storiche della città, magari di fronte alla Questura per dare ancora più lavoro a una Questura sottorganico?

Forse meglio Campo Marzo o il Giardino Salvi, volendo parco Querini. Beh, lo spazio per i cavalli c’è e l’erba anche. Ai cavalieri ci penseranno gli esercizi pubblici e la grappa sarà sostituita dalla vodka. È che la vodka andrà in conflittualità con il secondo battaglione ceceno islamista che seguirà i cosacchi.

Io ci ironizzo, ma non sono poi così lontana, perché Putin vuole fondare il nuovo Impero Russo, con la stessa voglia con cui Erdogan vuole rifondare l’impero ottomano. In fondo come biasimarli? Noi siamo governati, sia a livello nazionale che europeo, da una flotta di ipocriti, finti perbenisti, pappamolle che tutto fanno, tranne fare gli interessi dell’Italia e dell’Europa e soprattutto salvaguardare la dignità di uomini e donne.

Putin è l’antesignano di quello che succederà a Taiwan con la Cina e ora è scesa in campo anche Pyongyang della Corea del Nord: “il regno degli Stati Uniti è finito”. Kim Jong-un abbraccia Putin e ordina un altro test missilistico: pacifisti e pacifinti tutti zitti, ovvio, la Corea del Nord non è Israele!

Una particolarità, Volodymyr Oleksandrovyč Zelens’kyj è nato il mio stesso giorno (non il mio stesso anno), noi non ci arrendiamo mai, nemmeno quando sembriamo dormienti. Prevedo che Zelensky dovrà cedere, contro la sua volontà e la volontà degli ucraini, solo perché coloro che avevano promesso sostegno si sono defilati. Vorrei che ciò non accadesse, forse dovrà arrendersi per non far soffrire ulteriormente il suo popolo. Ma il suo popolo subirà una ulteriore violenza e questo non per colpa di un Presidente Ucraino Ebreo, ma per colpa del tradimento di Nato, Europa e America da sempre venduti al miglior offerente, un triangolo meno dignitoso di un esercito di “ballerine senza mutande”.

Ucraina Israeli United Hatzalah invia delegazione ai confini del Paese per soccorso
Ucraina Israeli United Hatzalah invia delegazione ai confini del Paese per soccorso

Mentre l’Europa sanzionava e vietata la partecipazione della Russia all’Eurovision, Israele ha mandato i suoi medici per dare assistenza alla popolazione. Questo marca il gap tra l’ambiente in cui io sono cresciuta e quello di un cittadino europeo medio.

Se Zelensky morirà, morirà da eroe. I politici che ci governano di solito muoiono di malattia. Questo segna la differenza tra un Eroe e tutti coloro che sono pagliacci, senza essere comici.