Caso Silva, Comitato Tuteliamo la Salute: “La nostra vittoria, da tenere a mente”

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Silva comitato tuteliamo la salute
Comitato Tuteliamo la Salute

Se il progetto di Silva Srl (Gruppo Ecoeridania) per l’impianto di trattamento rifiuti nel Vicentino non è stato autorizzato il merito è anche della pressione della società civile, coordinata nel corso della lunga battaglia ambientale-sanitaria dal Comitato Tuteliamo la Salute.

Un ruolo che, all’indomani del no della Conferenza dei Sevizi, motivato proprio da quegli stessi timori per la salute dei cittadini e per l’ambiente che hanno ispirato la contestazione, è stato riconosciuto anche dal mondo della politica.

Oggi, a distanza di qualche giorno, il Comitato interviene con una lettera con un preciso scopo: “tenere a mente“, fare tesoro di questa battaglia per sviluppi futuri, oltre che per casi analoghi.

“Un amore consapevole, sincero, viscerale per la Terra che abbiamo ereditato dai nostri padri e dai nostri nonni, nonni che già nel secolo scorso talvolta avevano dovuto lottare per custodirla”, inizia l’elenco delle motivazioni della battaglia portata avanti .

Ma anche “il senso di responsabilità nei confronti del nostro presente e del futuro dei nostri figli e nipoti. La fiducia che ognuno di noi possa dare il suo contributo per la sua comunità e, con un effetto farfalla, per il nostro pianeta. Il rispetto nei confronti di chi ci ha preceduto: genitori, nonni, maestri, ma anche uomini di scienza e di diritto che ci hanno trasmesso conoscenze, leggi e strumenti giuridici fondamentali”.

Nella battaglia hanno avuto il loro peso importanti valori umani: “L’amicizia e la sincerità che lega tanti membri del Comitato, ormai diventato una grande famiglia inclusiva. Il non cercare risultati immediati: è la goccia a scavare la roccia. Il lasciare andare un po’ di tutto: piccole incomprensioni, screzi, irriconoscenza, accuse esplicite”.

E ancora: “La generosità, che ci ha fatto scordare la dimensione spazio-temporale. La curiosità, motore dell’intelligenza, del saper leggere la realtà. La creatività (i sassi della Fabbrica sono sold-out). La capacità di saper leggere un testo, di leggere tra le righe, di compiere inferenze. La capacità di parlare e scrivere con competenza ed onestà. La capacità e la voglia di continuare ad apprendere. La passione onesta e contagiosa di alcuni politici, che hanno camminato insieme a noi fin dai primi giorni di quest’avventura.
La spiritualità e il senso del sacro, che Suor Francesca ci ha aiutato a coltivare in tutti questi mesi. La consapevolezza gioiosa – conclude il comitato – che sia ormai indispensabile vivere in un Tempo del Noi“.