
Silva Srl ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Veneto contro la decisione della conferenza dei servizi della Provincia di Vicenza di non autorizzare il progetto per l’ampliamento del sito a Montecchio Precalcino per l’impianto di trattamento rifiuti sanitari, anche pericolosi, e di sabbie da fonderia.
La mossa della società del Gruppo EcoEridania era stata ampiamente prevista, già a margine della decisione dell’organo di controllo risalente a marzo scorso e salutata con entusiasmo dalle sigle ambientaliste, Comitato per la Tutela della Salute in testa, e dai rappresentanti politici del territorio.
Da quanto si apprende dalla stampa locale, la proprietà si dice convinta di poter ribaltare il verdetto della commissione provinciale.
Tuttavia, come abbiamo riportato da queste pagine, nel frattempo la Regione Veneto, al termine di un lungo iter burocratico, ha approvato le aree di salvaguardia per i pozzi acquedottistici nei comuni di Dueville e Villaverla, estendendo le tutele nel territorio del Consiglio di Bacino del Bacchiglione.
Queste aree, istituiscono una fascia di rispetto volta a proteggere le falde acquifere e la risorsa destinata al consumo umano da contaminazioni. All’interno di queste zone sono applicate prescrizioni rigorose che limitano e regolamentano le attività umane, industriali e di scavo che potrebbero interferire con la qualità dell’acqua.
Insomma, un “blocco” ulteriore e permanente al “Progetto Silva”, dopo quello che è risultato essere il motivo principale della bocciatura, ovvero il parere negativo all’ampliamento da parte dell’Ulss 7 Pedemontana a tutela della falda e, soprattutto, della salute pubblica della cittadinanza residente nel territorio in questione.




































