
Dopo la notizia che Silva srl ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Veneto contro la decisione della conferenza dei servizi della Provincia di Vicenza (lo scorso marzo) di bloccare il progetto per l’ampliamento del sito a Montecchio Precalcino – un deposito di rifiuti, anche pericolosi, un impianto di sterilizzazione di rifiuti sanitari infettivi e un impianto per trattare le sabbie da fonderia – il Comitato Tuteliamo la Salute è entrato in possesso della documentazione relativa al ricorso.
Grazie all’Avvocatura della Provincia di Vicenza, il Comitato – che si è battuto a lungo contro il progetto e che ne è uscito vittorioso dando un esempio non da poco di partecipazione civile – ha potuto analizzare la documentazione dell’opposizione dell’azienda parte del Gruppo Ecoeridania, effettuata tramite lo studio legale BM&A del foro di Treviso. Il ricorso è stato notificato via PEC il 25 maggio 2026, secondo quanto comunicato dall’Avvocatura, ma non risulta ancora depositato formalmente presso la cancelleria del tribunale amministrativo, rendendo al momento non disponibili gli allegati completi.
Un ricorso che mostra l’azienda “contro tutti”, ovvero indirizzato contro la Provincia di
Vicenza e nei confronti dei Comuni di Montecchio Precalcino, Dueville e Villaverla, Autorità
di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, Consiglio di Bacino dell’Ambito Bacchiglione,
AcegasApsAmga S.p.A., Viacqua S.p.A. – Società Benefit, Azienda ULSS n. 7
Pedemontana, Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto –
A.R.P.A.V. e Regione del Veneto.
Nelle 30 pagine Silva srl ha chiesto l’annullamento della determinazione di conclusione negativa della conferenza di servizi decisoria, dei verbali delle tre conferenze dei servizi che si sono tenute e di “ogni altro atto connesso, presupposto e/o conseguente, ancorché non conosciuto”. Ha dunque chiesto di tralasciare l’intera documentazione prodotta nel corso del tempo, anche da parte di Enti, amministrazioni e gestori acquedottistici.
Il Comitato Tuteliamo la Salute – in rappresentanza degli oltre 6mila cittadini di Dueville, Villaverla e Montecchio Precalcino – si fa nuovamente portavoce delle preoccupazioni che nel territorio continuano a emergere, in particolare legate alla presenza di cumuli di sabbie di fonderia nel sito denominato “T50”. Infatti, secondo le segnalazioni di numerosi cittadini, il materiale – non essendo protetto o coperto da alcuna struttura di contenimento – risulterebbe esposto agli agenti atmosferici e soggetto a dispersione di polveri nere che vengono rinvenute in orti e balconi delle abitazioni.
Le sabbie di fonderia esauste possono contenere, a seconda dei processi industriali, sostanze come metalli pesanti, fluoruri, IPA e altre componenti potenzialmente inquinanti.
“La popolazione residente riferisce un’incidenza elevata di patologie oncologiche, respiratorie, tumorali, cardiache e autoimmuni, segnalando che numerose famiglie del circondario, soprattutto in via Igna (Villaverla), via Pra’ Castello e via Terraglioni (Montecchio Prec.) hanno avuto almeno un caso di tumore negli ultimi anni (anche in ragazzi e persone non a rischio)” sottolinea il Comitato.
In un documento del novembre 2024, inoltre, lo stesso Comune di Villaverla aveva riportato diverse segnalazioni da parte della popolazione relative al deposito di polveri riconducibili ad attività industriali dell’area.
Sul fronte ambientale, negli ultimi mesi sono inoltre emerse analisi relative alla presenza di PFBA in diverse aree del territorio vicentino. In alcune zone sono stati rilevati valori significativi nelle acque di ruscellamento, in particolare nei pressi di siti come la discarica Terraglioni e la cava Cavedagnona, nel territorio di Montecchio Precalcino.
La vicenda rimane dunque aperta, in attesa di scoprire cosa deciderà il TAR del Veneto per Silva srl, anche alla luce della recente approvazione – al termine di un lungo iter burocratico – delle aree di salvaguardia per i pozzi acquedottistici nei comuni di Dueville e Villaverla, estendendo le tutele nel territorio del Consiglio di Bacino del Bacchiglione.






































