Confartigianato Vicenza critica il nuovo decreto Transizione 5.0: “Più burocrazia per le imprese”

Cavion: “Con il decreto attuativo si introducono novità che appesantiscono le imprese di nuova burocrazia e ulteriori spese, ma fiscalmente più stabile rispetto al credito d’imposta 5.0”

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Confartigianato Imprese Vicenza
Gianluca Cavion, presidente Confartigianato Imprese Vicenza

Più controlli, più documenti da presentare e un numero maggiore di comunicazioni obbligatorie. È questa la posizione espressa da Confartigianato Imprese Vicenza dopo il varo del decreto attuativo relativo all’Iperammortamento previsto dal nuovo Piano Transizione 5.0.

Secondo l’associazione di categoria, il nuovo impianto normativo rischia di trasformarsi in un ulteriore aggravio burocratico per le imprese che intendono investire in innovazione e digitalizzazione.

La principale novità riguarda proprio il numero delle comunicazioni richieste alle aziende, che passano da tre a cinque. Il percorso parte dalla comunicazione preventiva, seguita dalla conferma dell’investimento, da inviare entro 60 giorni dalla verifica positiva del GSE e accompagnata dalla prova del pagamento di un acconto pari almeno al 20% del valore complessivo.

Successivamente sarà necessaria una comunicazione periodica, prevista entro il 20 gennaio di ogni anno a partire dal 2027, nella quale le imprese dovranno indicare investiment effettuati, costi sostenuti e previsioni di utilizzo del beneficio fiscale.

A questa si aggiunge la comunicazione integrativa, da presentare entro il 30 giugno di ogni anno con il dettaglio del piano di ammortamento e delle quote di incentivo utilizzate nei vari esercizi. Ultimo passaggio sarà la comunicazione di completamento, da trasmettere entro il 15 novembre 2028 dopo la conclusione degli investimenti e l’interconnessione dei beni.

Più documenti e costi aggiuntivi secondo Confartigianato Imprese Vicenza

Confartigianato evidenzia inoltre l’introduzione di ulteriori obblighi documentali. Tra questi la perizia tecnica asseverata, che diventa obbligatoria anche per investimenti inferiori ai 300 mila euro, soglia sotto la quale con il precedente piano Industria 4.0 era sufficiente un’autocertificazione.

Prevista anche una certificazione contabile rilasciata da un revisore legale per attestare le spese sostenute. Tutto il processo sarà gestito tramite il GSE attraverso una nuova piattaforma digitale, sulla quale però non sono ancora noti tempi di attivazione e modalità operative.

Tra gli aspetti più contestati vi è anche l’esclusione dagli incentivi delle soluzioni software in cloud erogate tramite abbonamento, che rappresentano una larga parte del mercato dei software gestionali e digitali utilizzati dalle imprese.

Gli aspetti positivi della misura

Nonostante le criticità, secondo Confartigianato restano alcuni elementi positivi. In particolare viene giudicata favorevolmente l’eliminazione del vincolo territoriale per l’acquisto dei beni 4.0, una modifica che consente maggiore libertà nella scelta di macchinari e tecnologie anche all’interno delle supply chain internazionali.

Positivo anche il ritorno a una misura pluriennale, considerata utile per garantire maggiore stabilità fiscale e consentire alle imprese una pianificazione più efficace degli investimenti.

Cavion: “Non scoraggiare chi investe”

Comprendiamo che l’obiettivo sia quello di garantire un monitoraggio rigoroso della spesa pubblica, ma questo non significa oberare le imprese che vogliono investire di ulteriore burocrazia che si traduce in altre spese. In più si eliminano dagli incentivi tecnologie che anche le imprese artigiane utilizzano in un’ottica di innovazione e digitalizzazione”, commenta Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Imprese Vicenza.

“Si eliminano inoltre dagli incentivi tecnologie che molte imprese artigiane utilizzano quotidianamente per innovare e digitalizzarsi. Le prenotazioni per accedere alla misura partiranno non prima di un mese e ci auguriamo che le aziende non si facciano scoraggiare da queste novità e dai tempi lunghi”, conclude Cavion, invitando le imprese ad affidarsi a professionisti competenti per evitare errori che potrebbero compromettere l’accesso ai benefici previsti.