Bosco Lanerossi, il 23 maggio manifestazione contro i cantieri TAV a Vicenza

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Bosco Lanerosi, manifestazione del 23 maggio
Bosco Lanerosi, manifestazione del 23 maggio

Il Bosco Lanerossi torna al centro della protesta contro il TAV a Vicenza. L’Assemblea dei Boschi dei Ferrovieri organizza il 23 maggio una manifestazione tra il Bosco Lanerossi e il Bosco Ca’ Alte per denunciare impatti ambientali, rischi PFAS e consumo di suolo legati ai cantieri dell’alta velocità.

Bosco Lanerossi, nuova mobilitazione contro i cantieri TAV a Vicenza

Il Bosco Lanerossi torna simbolo della mobilitazione ambientalista contro il TAV a Vicenza. L’Assemblea dei Boschi dei Ferrovieri ha infatti annunciato una nuova manifestazione pubblica in programma sabato 23 maggio alle ore 16 con partenza dal Bosco di Ca’ Alte e arrivo all’interno dell’area del Bosco Lanerossi.

L’iniziativa vuole riunire tutte le persone che negli ultimi due anni hanno partecipato alle proteste e alle occupazioni nate per impedire l’abbattimento delle aree verdi interessate dai cantieri dell’alta velocità ferroviaria.

Nel lungo documento diffuso dagli attivisti viene ripercorsa l’esperienza delle occupazioni dei due boschi urbani, considerate non solo un’azione di protesta ma anche un percorso collettivo di difesa ambientale e crescita comunitaria.

«Sono passati circa due anni da quando abbiamo deciso di occupare il Bosco Lanerossi e poco dopo il Bosco di Ca’ Alte per difenderli dall’abbattimento e fare spazio ai cantieri del TAV», spiegano gli organizzatori.

Nel testo vengono ricordate le casette costruite sugli alberi, gli orti realizzati nell’area e le barricate erette contro l’avanzata dei cantieri.

Ma soprattutto viene rivendicato il valore ecologico dei due boschi urbani, descritti come aree spontanee e “selvagge” capaci di migliorare la qualità dell’aria, ridurre le polveri sottili e abbassare le temperature nei quartieri cittadini.

Gli attivisti criticano duramente l’avanzamento dei lavori del TAV a Vicenza, sostenendo che i cantieri starebbero procedendo con difficoltà anche a causa della fragilità ambientale e dell’inquinamento del territorio.

Particolarmente forte la preoccupazione espressa sul tema PFAS.

Secondo l’Assemblea dei Boschi dei Ferrovieri, le misure adottate per la filtrazione delle sostanze inquinanti sarebbero insufficienti, soprattutto alla luce delle esperienze legate alla Superstrada Pedemontana Veneta.

Nel comunicato si accusa inoltre IRICAV 2 di non aver fornito risposte chiare sull’utilizzo di acceleranti del cemento potenzialmente collegati alla contaminazione da PFAS.

Viene sollevata anche la questione della terra movimentata nella cosiddetta “Zona Arancione”, che — secondo gli attivisti — sarebbe stata trasportata via dai camion senza una tracciabilità pubblica chiara, con possibili rischi di contaminazione di altri territori.

La protesta non riguarda però soltanto l’aspetto ambientale.

Nel documento si parla infatti anche dei disagi sociali e urbanistici provocati dall’opera: cantieri diffusi, strade chiuse, quartieri semi isolati e una trasformazione profonda della città.

Per gli organizzatori il progetto TAV rappresenta «un’opera inutile» destinata a costare molto più dei 2,2 miliardi inizialmente previsti.

Nel mirino finiscono anche WeBuild e i soggetti coinvolti nella realizzazione dell’opera, accusati di perseguire esclusivamente logiche di profitto.

Una parte centrale del comunicato riguarda poi il futuro del Bosco Lanerossi, oggi formalmente di proprietà comunale dopo il trasferimento annunciato nei mesi scorsi.

Gli attivisti accusano però IRICAV 2 di aver comunque proceduto all’abbattimento di circa 8 mila metri quadrati di superficie alberata, definendo quanto accaduto una «mutilazione della biodiversità dell’area».

Secondo l’Assemblea, quanto avvenuto dimostrerebbe come non ci si possa fidare delle rassicurazioni fornite dai soggetti coinvolti nel progetto.

«Se IRICAV 2 si è comportata con arroganza su una vicenda così visibile pubblicamente — scrivono — dobbiamo aspettarci lo stesso atteggiamento su tutto il resto: dagli indennizzi ai danni alla salute».

La manifestazione del 23 maggio vuole quindi rilanciare la mobilitazione cittadina contro il TAV e riaffermare una diversa idea di città, basata — sostengono gli organizzatori — sulla tutela dei boschi urbani, su modelli alternativi di mobilità e sulla salvaguardia ambientale.

Dopo il corteo è previsto anche un momento conviviale al Bosco di Ca’ Alte con un concerto acustico attorno al fuoco. Tra i gruppi annunciati figurano PM10 e Militanz, ma l’invito è aperto a chiunque voglia partecipare musicalmente alla serata.