Aggressione a un’infermiera a Vicenza, Alberto Stefani e Ulss 8: tolleranza zero contro la violenza

365
Aggressione a infermiera (foto d'archivio)
Aggressione a infermiera (foto d'archivio)

Aggressione a un’infermiera nel Pronto soccorso di Vicenza. La professionista è stata colpita da un paziente in stato di agitazione trasportato in ambulanza. Dura la condanna del presidente del Veneto Alberto Stefani e della direzione dell’Ulss 8 Berica, che chiedono tolleranza zero contro ogni violenza ai sanitari.

Aggressione a un’infermiera a Vicenza, condanna unanime di Regione e Ulss 8

Una nuova aggressione a un’infermiera riporta al centro dell’attenzione il problema della sicurezza negli ospedali. L’episodio è avvenuto nel Pronto soccorso di Vicenza, dove una professionista sanitaria è stata colpita da un paziente in evidente stato di agitazione, trasportato in ospedale in ambulanza.

Secondo quanto riferito dall’Ulss 8 Berica, l’uomo, una volta preso in carico dal personale sanitario, avrebbe improvvisamente reagito con violenza, sferrando un pugno al petto dell’infermiera impegnata nelle procedure assistenziali. La situazione è stata rapidamente riportata sotto controllo grazie all’intervento degli operatori presenti, del personale di sicurezza e delle forze dell’ordine.

Dagli accertamenti effettuati è inoltre emerso che il soggetto non era nuovo a comportamenti analoghi. In precedenza si sarebbe infatti presentato in ospedale armato di coltello, venendo prontamente fermato e disarmato dal personale addetto alla sicurezza. L’azienda sanitaria ha annunciato la presentazione di una denuncia nei confronti dell’aggressore.

La posizione dell’Ulss 8 Berica

Il direttore generale dell’azienda sanitaria, Peter Assembergs, ha espresso piena solidarietà alla professionista ferita e una ferma condanna dell’accaduto.

«Non si può che condannare con la massima fermezza l’aggressione subita da una nostra infermiera in servizio al Pronto soccorso da parte di un violento che è stato prontamente denunciato alle Autorità e dovrà rendere conto delle sue azioni», ha dichiarato.

Assembergs ha sottolineato come medici, infermieri e operatori sanitari siano chiamati ogni giorno a lavorare in condizioni spesso difficili, garantendo assistenza a tutti i cittadini, e come non sia accettabile che debbano affrontare anche il rischio di aggressioni fisiche.

Stefani: “Pene esemplari per chi colpisce i sanitari”

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha espresso gli auguri di pronta guarigione all’infermiera e la solidarietà dell’intera comunità veneta.

«Infermieri, medici e operatori sanitari devono poter lavorare in sicurezza e con serenità, senza rischiare di diventare bersaglio di aggressioni mentre prestano assistenza e salvano vite. Colpirli significa colpire l’intera comunità di cui si prendono cura», ha affermato il presidente.

Stefani ha inoltre ringraziato il personale sanitario, gli addetti alla sicurezza e le forze dell’ordine intervenuti tempestivamente, evidenziando come il loro operato abbia evitato conseguenze ancora più gravi.

L’aggressione a un’infermiera avvenuta a Vicenza si inserisce in un fenomeno che continua a preoccupare il mondo sanitario. Per questo sia Regione Veneto sia Ulss 8 Berica chiedono una linea di assoluta fermezza contro chi si rende protagonista di episodi di violenza. Da qui anche la dichiarazione più netta del presidente regionale: «Chi aggredisce il personale sanitario non meriterebbe di essere curato».

La vicenda riaccende così il dibattito sulla necessità di rafforzare le tutele per gli operatori della sanità, chiamati ogni giorno a svolgere un servizio essenziale per la collettività.