
(Adnkronos) – “In un mondo, ormai molto condizionato dai social, che sono tecnologia prima di essere relazione tra persone, tornare all’origine del dialogo, cioè all’educazione affettiva, è importante. La campagna ‘Dire, Fare e Amare’ ha, pertanto, la volontà di far comprendere a tutti, e i nostri soci sono i promotori di questa necessità, quanto l’educazione affettiva nelle scuole sia la chiave di cambiamento per evitare la terribile attualità che tutti i giorni dobbiamo affrontare come il cyberbullismo, l’incomunicabilità, la violenza di genere. L’educazione affettiva, quindi, si fa grimaldello per migliorare la relazione nel mondo nel quale viviamo”. Così Maura Latini, presidente Coop Italia, in occasione della tappa romana della campagna di Coop sulla differenza di genere “Close the Gap”, che oggi ha trovato il suo spazio a Roma all’interno della Galleria Alberto Sordi.
All’insegna della collettività e della pluralità, l’appuntamento “Una piazza per parlare di educazione alle relazioni”, ha portato sul palco tutti gli attori che in questi ultimi 5 anni di campagna hanno incrociato in vario modo il percorso di Coop sull’uguaglianza di genere. “La campagna ‘Dire, Fare, Amare’ è molto importante per noi perché si tratta di una vera e propria evoluzione. Siamo partiti con ‘Close the Gap’, ormai cinque anni fa – spiega Latini – occupandoci dei disagi che derivano dalla mancanza di inclusione e di parità di genere, ma anche della difficoltà di comunicare, del dramma del femminicidio e della violenza a tutto tondo. Solo adesso abbiamo trovato una chiave per condividere insieme al mondo dell’associazionismo, con cui collaboriamo da sempre, la necessità di partire dall’origine dei problemi, ovvero l’educazione affettiva mancante e la difficoltà che hanno le giovani generazioni, insieme anche gli adulti – sottolinea Latini – ad avere le chiavi di dialogo e confronto che permettano di comprendere come le relazioni possano migliorare e svilupparsi, piuttosto che degenerare e diventare ostative tra un essere umano e l’altro”.
“Purtroppo, la recente legge adottata va nella direzione opposta, almeno per la parte di necessità di consenso da parte delle famiglie, che secondo noi è un errore perché spesso sono proprio le famiglie più fragili a non comprendere la necessità dell’educazione affettiva per i propri ragazzi e ragazze, e lo Stato abdica a svolgere il suo ruolo di migliorare e aiutare tutte le famiglie. Speriamo che ci ripensi. Il nostro percorso vuole andare nella direzione opposta e far comprendere quanto dialogare fra esseri umani sia la chiave per vivere meglio”, conclude Latini.
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