Isola Vicentina, dubbi sul nuovo impianto rifiuti da parte di residenti e Vajente (Più Europa): “Troppi interrogativi su traffico e impatto”

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Impianto rifiuti Isola Vicentina

Il progetto del nuovo impianto di recupero rifiuti a Isola Vicentina continua ad alimentare il dibattito sul territorio. Domani, sabato 11 luglio alle ore 10:30, presso la Sala Polivalente di Isola Vicentina, in via Stradella del Municipio, n. 9, verrà presentato alla cittadinanza il piano, la cui richiesta di autorizzazione è stata presentata dalla ditta Sartorello in data 18 marzo, ed integrata in data 26 marzo. La Provincia di Vicenza ha dunque avviato la fase di presentazione al pubblico del procedimento di Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR).

La contrarietà di residenti e comitato alla realizzazione dell’impianto rifiuti a Isola Vicentina

I residenti della zona si erano già detti preoccupati lo scorso maggio, quando erano in atto lavori di (sola) sistemazione fondiaria. Recentemente, si è inoltre costituito il comitato delle Scovizze, che ha affermato la piena contrarietà a tale impianto, ed ha invitato gli interessati a partecipare all’assemblea di domani per ribadire con forza le ragioni di un no alla realizzazione dell’opera.

“Questa è l’occasione per ascoltare i dettagli del progetto, ma soprattutto per mostrare ai nostri amministratori quanto teniamo alla qualità della nostra vita, all’aria pulita e alla tutela delle nostre risorgive. Non lasciamo che altri decidano per il nostro ambiente!” si legge sui canali social del Comitato delle Scovizze.

L’intervento di Più Europa sull’impianto rifiuti a Isola Vicentina

Dopo le interrogazioni in Provincia e la replica in Regione di Carlo Cunegato, consigliere regionale AVS, a intervenire è anche Edoardo Vajente, componente del Direttivo di Più Europa, che precisa di non essere contrario alla realizzazione di infrastrutture dedicate al recupero dei rifiuti, ma esprime perplessità sulla scelta dell’area individuata.

Secondo Vajente, infatti, la necessità di sviluppare impianti funzionali all’economia circolare non esclude la necessità di valutare con attenzione il loro inserimento nel contesto territoriale.

“Non è l’opera il problema, ma dove viene realizzata”

“L’impianto di recupero dei rifiuti è un’infrastruttura necessaria per un’economia sempre più orientata al riciclo e all’economia circolare. Proprio per questo deve essere realizzato nei luoghi più idonei e dopo un’attenta valutazione del suo impatto sul territorio”, afferma Vajente che conosce direttamente l’area interessata perché vi risiede la sua famiglia.

“Si tratta di una zona dove sono presenti molte abitazioni, numerose famiglie e importanti realtà produttive, anche del settore alimentare. Per questo ritengo che la localizzazione dell’impianto meriti un approfondimento ben più accurato”.

Tra gli aspetti che destano maggiore preoccupazione vi è la dimensione dell’intervento previsto. Secondo quanto riportato da Vajente, il progetto prevede un impianto capace di trattare fino a 185.000 tonnellate di materiali inerti all’anno, con un traffico stimato di circa 80 camion al giorno.

La preoccupazione è relativa all’inevitabile impatto sulla qualità della vita dei residenti, ma anche su viabilità, sicurezza stradale, senza tralasciare il tema dell’inquinamento acustico.

“Lo stesso progetto dedica un’intera valutazione all’impatto acustico e prevede misure di mitigazione e monitoraggi. Questo dimostra che il tema esiste e non può essere liquidato con superficialità. Chi vive a ridosso dell’area ha il diritto di sapere come cambierà la propria quotidianità”.

Preoccupazione anche per le aziende del territorio

Un ulteriore elemento evidenziato riguarda la presenza, nelle vicinanze dell’area individuata, di aziende del comparto alimentare.

Secondo Vajente, è opportuno verificare se la realizzazione dell’impianto possa avere conseguenze indirette sull’attività di queste imprese.

Il componente del Direttivo di Più Europa conclude invitando ad affrontare il tema senza contrapposizioni ideologiche, ma riflettendo se sia davvero quello il luogo migliore per realizzare un impianto di tali dimensioni.

“Prima di procedere servono un confronto trasparente con cittadini e imprese e una valutazione che tenga insieme tutela dell’ambiente, sviluppo economico e qualità della vita. Le infrastrutture ambientali sono indispensabili, ma devono integrarsi con il territorio, non creare nuove criticità”.

Il dibattito sul progetto dell’impianto di recupero rifiuti a Isola Vicentina è quindi destinato a proseguire.