Eccidio di Schio, Carramusa (Psi): “Guerra civile culturale ancora in atto”

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Contro manifestazione dell'ANPI nel girono del ricordo dell'eccidio di Schio
Contro manifestazione dell'ANPI nel giorno del ricordo dell'eccidio di Schio (foto d'archivio)

Parla di “guerra civile ancora in atto in Italia” il Psi che, con una rappresentanza vicentina e nazionale, ha preso parte a Schio alle commemorazioni per l’anniversario dell’Eccidio.

Per la cronaca, la manifestazione che ha visto iniziative organizzate tanto da formazioni di destra che di sinistra, in parte sovrapposte tra di loro come orario, si è svolta senza particolari incidenti o problemi di ordine pubblico, grazie anche al dispiegamento di forze dell’ordine predisposto per tempo dalla dalla questura di Vicenza e concordato in Prefettura.

PSI in piazza a Schio: no a strumentalizzazioni fasciste

“Il PSI Avanti! del vicentino era in piazza a Schio per manifestare contro le strumentalizzazioni fasciste del tragico eccidio di Schio – commenta il segretario cittadino Luca Fantò -“.

È intervenuto Mattia Carramusa del Consiglio nazionale PSI e vicesegretario FGS che ha sottolineato come ancora oggi in Italia si stia combattendo una guerra civile, una guerra civile culturale.

“Per poter vincere questa perenne guerra – ha sottolineato Carramusa – dobbiamo usare armi politiche e culturali. Dobbiamo ripartire da due concetti: patria e libertà. Senza patriottismo e senza tutela delle libertà solidali, le nostre saranno armi spuntate, inefficaci contro le destre neofasciste: avvelenatori di pozzi, di cuori e di anime sfruttando la paura, l’insicurezza e lo smarrimento. Patria e libertà: senza questi sentimenti avranno vinto loro”.

Eccidio di Schio

Con il termine Eccidio di Schio si fa riferimento al massacro compiuto nella notte tra il 6 e il 7 luglio 1945 a Schio, in provincia di Vicenza. Due mesi dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di ex partigiani e agenti della polizia ausiliaria fece irruzione nel carcere cittadino, uccidendo 54 detenuti, in parte ex fascisti, e ferendone altri.

Nel 2005, a Schio, è stato proposto e firmato dall’amministrazione comunale, dai rappresentanti del “Comitato familiari delle vittime dell’Eccidio di Schio” e dai rappresentanti dell’ANPI e dell’AVL Vicenza, un Patto di Concordia Civica, allo scopo di superare le divisioni perpetratesi negli anni tra le due parti.