Sanità, scatta il taglio di notte: una sola auto medica per l’Alto Vicentino e l’Altopiano. Cunegato (AVS): “Scelta pericolosa”

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Automedica a Bassano e denuncia Funzione Pubblica Cgil Vicenza Sanità Alto Vicentino

Una riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza che rischia di penalizzare pesantemente un territorio vasto e geograficamente complesso e che mette in difficoltà la sanità Alto Vicentino. Dal prossimo 5 agosto, la copertura notturna del 118 nell’Alto Vicentino e sull’Altopiano di Asiago subirà un drastico dimezzamento: a pattugliare l’area dalle 20:00 alle 8:00 rimarrà un’unica auto medica con medico a bordo, che farà base a Piovene Rocchette.

La denuncia arriva da Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) in Consiglio regionale del Veneto, che ha annunciato il deposito di un’interrogazione a risposta immediata per chiedere spiegazioni urgenti alla Giunta regionale e ai vertici dell’Ulss 7 Pedemontana.

Cosa cambia dal 5 agosto per la Sanità dell’Alto Vicentino

Fino ad oggi, la sicurezza dei cittadini nelle ore notturne era garantita da due mezzi di soccorso avanzato con medico a bordo posizionati in punti strategici:

  • Un’auto medica di stanza a Santorso

  • Un’auto medica di stanza ad Asiago

Con la nuova disposizione, entrambi i mezzi verranno sostituiti da un unico presidio centralizzato a Piovene Rocchette, chiamato a coprire sia la fascia di pianura e della val d’Astico, sia l’intero territorio montano dell’Altopiano.

L’ombra dei bilanci e la carenza di personale al Pronto Soccorso

Secondo la ricostruzione di Cunegato, questa decisione sarebbe l’effetto collaterale di una complessa riorganizzazione interna del Pronto Soccorso di Santorso, legata alle nuove normative nazionali sugli appalti dei servizi medici esterni (i cosiddetti “gettonisti”):

“Avevamo denunciato il rischio di esternalizzazione dei codici bianchi del Pronto Soccorso di Santorso, come conseguenza della normativa del governo Meloni che impone di internalizzare il personale o di appaltare l’intero servizio. Pare che questo non sia avvenuto a Santorso perché l’ospedale non aveva i fondi sufficienti per l’esternalizzazione totale”.

Così l’Ulss avrebbe deciso di riorganizzare il servizio con personale interno, impiegando i medici che già lavorano in ospedale (come pneumologi e cardiologi) con turni aggiuntivi. La conseguenza più preoccupante di questa manovra è proprio la riduzione da due mezzi di soccorso a uno solo per la notte».

I rischi per la sicurezza dei cittadini

La preoccupazione del consigliere regionale si concentra sui tempi di reazione del 118 in caso di emergenze contemporanee, in un territorio caratterizzato da lunghe distanze e strade di montagna:

  • Emergenze simultanee: “Se l’unica auto medica interviene per un’emergenza a Enego, e nello stesso momento si verifica un infarto a Torrebelvicino o a Valli del Pasubio, chi soccorre questi cittadini? Parliamo di minuti che fanno la differenza tra la vita e la morte”, incalza Cunegato.

  • Stop all’attività ambulatoriale: Con lo spostamento a Piovene Rocchette, si perderà anche l’attività ambulatoriale notturna che il medico di base a Santorso riusciva a svolgere nei momenti di assenza di chiamate d’emergenza.

“Chiediamo alla Regione e all’Ulss 7 di chiarire immediatamente come intendano garantire la sicurezza dei cittadini”, conclude il capogruppo di AVS. “Seguiremo questa vicenda con la massima attenzione: su temi come la gestione delle emergenze non ci si può permettere di sbagliare, perché è in gioco la vita delle persone”.