Solidarietà al sindaco di Bologna, la Lega mette nel mirino Possamai: “Increduli dopo fatti così gravi”

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La Lega di Vicenza, con il consigliere comunale Michele Dalla Negra e il segretario cittadino Davide Zotta Zentile, mette nel mirino il sindaco Giacomo Possamai, reo di essere tra i 35 firmatari dell’appello in favore di Matteo Lepore, sindaco di Bologna.

L’appello è stato rivolto al Governo, alla premier Meloni e al centrodestra, con la richiesta di “rinunciare agli attacchi istituzionali” dopo gli scontri verificatasi a Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir. Tra i firmatari, i Stefano Lo Russo, Roberto Gualtieri, Silvia Salis, Gaetano Manfredi e Beppe Sala.

Lega: “Sostegno a Lepore? Increduli dopo fatti così gravi”

“Il sindaco Lepore del Pd, fedele allo slogan tanto caro alla sinistra ‘nessuno tocchi Caino ha promosso una manifestazione di piazza per chiedere verità e giustizia mentre la sorella di Fakir auspicava vendetta – affermano Dalla Negra e Zentile -. Bilancio? Oltre 60 feriti tra le forze dell’ordine, automezzi distrutti e una città ostaggio di chi vive di illegalità”.

Poi, l’attacco al sindaco di Vicenza: “Giacomo Possamai ha firmato assieme ad altri 35 sindaci italiani un appello a sostegno del sindaco Lepore. Questa sottoscrizione lascia increduli davanti a fatti così gravi.

Il Sindaco Lepore – proseguono i due esponenti vicentini della Lega – ha evidentemente commesso un grande errore, aizzando la piazza in un momento di forte tensione, non tenendo conto delle possibili conseguenze che, come abbiamo visto, sono state disastrose. A chi, dunque, ricondurre la responsabilità di aver creato una situazione di scontro? Nessuna autocritica, nessuna scusa ad una città violentata.

Lascia l’amaro in bocca il fatto che l’amministrazione comunale della città di Vicenza non solo non ha espresso una ferma condanna per quanto accaduto anzi, puerilmente sostiene l’insostenibile. Roma, Torino e adesso Bologna. La sinistra convoca la piazza ‘democratica’ ma, fatalità, da parte dei ‘soliti noti’, certi dell’impunità e della copertura politica, partono le aggressioni alle Forze dell’Ordine e le città vengono messe a ferro e fuoco. Il Soccorso rosso ai compagni di partito ha fatto il suo tempo e gli Italiani l’hanno capito”, concludono Michele Dalla Negra e Davide Zotta Zentile.