
A Palazzo Bonin Longare esperti e imprese si confrontano sul decreto legislativo 81/2026 e sull’estensione dei rischi lungo la filiera.
I reati ambientali imprese e le nuove responsabilità connesse ai prodotti sono stati al centro di un convegno organizzato a Palazzo Bonin Longare, sede di Confindustria Vicenza. Il confronto ha preso le mosse dal decreto legislativo 21 aprile 2026, numero 81, pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale, che attua la direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente.
L’appuntamento vicentino è stato promosso da Sinergeo, Università Ca’ Foscari Venezia, Ca’ Foscari Challenge School e Assoreca, con il patrocinio del Comune di Vicenza. Secondo Angelo Merlin, presidente di Assoreca, la riforma richiede alle aziende di considerare l’ambiente come un sistema che comprende non soltanto aria, acqua e suolo, ma anche habitat, biodiversità, flora e fauna.
Il tema interessa direttamente il tessuto produttivo locale. Sul territorio sono già emersi casi nei quali, oltre alle ipotesi di gestione illecita dei rifiuti, è stata valutata la responsabilità organizzativa delle società: un precedente recente è il sequestro di una discarica abusiva nell’Ovest Vicentino, con verifiche anche sui protocolli aziendali di prevenzione.
Reati ambientali imprese: il rischio accompagna il prodotto nella filiera
Merlin ha richiamato in particolare la nuova fattispecie del commercio di prodotti inquinanti. Nella lettura proposta durante il convegno, il rischio penale non termina ai cancelli dello stabilimento, ma può seguire il prodotto fino all’impiego sul mercato. Il tema riguarda settori come chimica, manifattura e distribuzione, oltre alla gestione dei sottoprodotti e dei materiali qualificati come end of waste.
Il presidente di Assoreca ha sottolineato anche l’estensione dei reati che possono coinvolgere direttamente gli enti ai sensi del decreto legislativo 231/2001. Da qui l’invito alle imprese a verificare modelli organizzativi, controlli interni, tracciabilità documentale e competenze tecniche, senza ridurre l’adeguamento a un passaggio formale.
Il convegno non ha riguardato singoli procedimenti giudiziari, ma le conseguenze operative della nuova disciplina. Per le aziende vicentine il punto è anticipare la gestione dei reati ambientali imprese, dimostrando di aver individuato i rischi lungo l’intero ciclo del prodotto e di aver predisposto misure coerenti per prevenirli.































