
(Adnkronos) –
Ballottaggio sì o no? La data cerchiata di rosso è il 9 settembre, quando la riforma della legge elettorale approderà in aula al Senato e si aprirà la partita vera sul secondo turno. L’emendamento firmato dal senatore di FdI Marcello Pera, che prevede il ballottaggio se nessuna coalizione raggiunge il 48% in entrambe le Camere e almeno due superano il 38%, resta per ora un’iniziativa a titolo personale. Ma in Fratelli d’Italia non viene considerato un capitolo chiuso: il testo può essere modificato, discusso e, eventualmente, votato, ma solo dentro un’intesa con gli alleati. “Non facciamo la fuga solitaria”, è il ragionamento affidato all’Adnkronos da fonti parlamentari di Fdi.
La linea, dunque, è quella della prudenza. L’emendamento Pera “è a titolo personale, non è la posizione ufficiale di FdI ma non è detto che non lo diventi”. Prima del voto c’è ancora tempo per lavorare a una soluzione condivisa: “Potremmo votarlo ma se lo votiamo lo facciamo in accordo con le altre forze di maggioranza”.
In casa FdI, spiegano le fonti, il doppio turno presenta infatti “lati positivi e negativi”, come ha osservato anche il presidente del Senato Ignazio La Russa. Il vantaggio sarebbe quello di aumentare le possibilità di ottenere il premio di maggioranza e, di conseguenza, una maggiore stabilità di governo. Ma c’è anche un rovescio della medaglia: la soglia del 48% prevista dall’emendamento Pera potrebbe determinare un secondo turno anche in situazioni nelle quali l’attuale testo consentirebbe invece di assegnare direttamente il premio. E poi c’è l’incognita dell’affluenza al secondo turno, “un grande punto interrogativo”.
Il nodo resta quindi tutto politico, oltre che tecnico. La Lega, viene osservato, “è fortemente contraria” al ballottaggio, ma nelle file di FdI non si esclude che anche all’interno del partito di Matteo Salvini possano esserci sensibilità diverse: “È piuttosto noto che la Lega non la pensa tutta allo stesso modo”. In ogni caso, “queste sono cose che vengono gestite a livello di vertice”. Per questo, viene sottolineato, la partita non si chiude con il deposito dell’emendamento. La proposta Pera è stata presentata per l’esame direttamente in Aula e non in commissione, lasciando quindi spazio a un confronto politico prima dell’approdo del provvedimento in Assemblea. “C’è ancora tempo”, ribadiscono le fonti.
Sul tavolo c’è anche un altro emendamento che FdI invita a valutare: quello firmato dal senatore Sigismondi sulla questione dei sindaci, con l’obiettivo di ridurre i tempi entro i quali un sindaco deve dimettersi per candidarsi. Anche in questo caso, però, la cautela è d’obbligo: “Va valutato: è firmato solo da un senatore e va visto con gli alleati. Anche quello è strumento di riflessione”.
—
politica
webinfo@adnkronos.com (Web Info)




































