
ETRA verifica dotazioni e conferimenti di circa tremila utenze non domestiche in 65 Comuni per migliorare raccolta differenziata e tariffazione.
ETRA consulenza rifiuti imprese è il progetto avviato nella prima parte del 2026 con Achab Group per controllare come le utenze non domestiche conferiscono i materiali e se i contenitori assegnati sono adeguati. L’iniziativa interessa circa tremila attività in 65 Comuni del territorio gestito dalla multiutility ETRA.
Il rilevamento punta a ridurre il rifiuto secco residuo, migliorare la qualità della differenziata e avvicinare il servizio agli obiettivi del Piano regionale dei rifiuti 2030. Gli operatori verificano sul posto volumi e tipologia dei bidoni, confrontandoli con le esigenze effettive di ciascuna azienda.
L’intervento riguarda anche il rapporto tra servizio e tariffa. Una dotazione proporzionata ai conferimenti può evitare contenitori inutilmente grandi o insufficienti e rendere più chiaro il comportamento richiesto alle attività. Il tema si inserisce nel più ampio dibattito sulla gestione dei rifiuti nel Bacino Brenta e sulle modalità con cui i costi vengono distribuiti tra le utenze.
ETRA consulenza rifiuti imprese in 65 Comuni
Secondo il presidente del consiglio di amministrazione Flavio Frasson, un controllo personalizzato può aiutare le imprese a ottimizzare sia la gestione dei materiali sia la tariffa. L’invito rivolto alle utenze non comprese nella prima fase è verificare la correttezza della separazione e l’adeguatezza delle dotazioni già disponibili.
Il metodo prevede che gli operatori condividano con le aziende le decisioni maturate durante il sopralluogo. In questo modo il censimento non resta una semplice raccolta di dati, ma diventa un’occasione di consulenza tecnica e di spiegazione delle regole. Il supporto economico alla riprogettazione del servizio è garantito da Conai.
L’attività proseguirà nei prossimi mesi. Per ETRA consulenza rifiuti imprese significa costruire un modello replicabile basato sul confronto diretto, con l’obiettivo di aumentare la partecipazione delle attività economiche e correggere situazioni nelle quali contenitori o frequenze di raccolta non corrispondono ai bisogni reali.



































