Argini di Aldegà e Alpone, avviati lavori da 300 mila euro contro cedimenti e frane

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Argini Aldegà e Alpone, lavori di messa in sicurezza

Il cantiere interessa San Bonifacio e Monteforte d’Alpone: ripristino e protezioni nei tratti indeboliti dalle tane della fauna selvatica.

I lavori sugli argini Aldegà e Alpone sono iniziati nei territori comunali di San Bonifacio e Monteforte d’Alpone, in provincia di Verona. La Regione Veneto ha stanziato 300 mila euro per ripristinare le parti danneggiate e rafforzare la sicurezza idraulica. Il progetto è descritto anche nel decreto pubblicato nel Bollettino ufficiale regionale, relativo alla sistemazione e alla blindatura delle arginature dissestate dalla presenza di fauna selvatica.

Le verifiche periodiche sui corsi d’acqua hanno individuato numerose tane e cunicoli scavati negli argini. Queste cavità possono ridurre la stabilità delle strutture in terra, aumentando il rischio di cedimenti e frane soprattutto durante piogge intense o piene. L’intervento riguarda circa 400 metri dell’argine sinistro dell’Aldegà a San Bonifacio e un tratto dell’argine destro dell’Alpone in località Casarsa, nel comune di Monteforte d’Alpone.

Il tema della manutenzione dei corsi d’acqua si inserisce nel più ampio quadro della prevenzione regionale. In passato il bacino Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone è stato interessato da ripetuti avvisi di criticità, tra cui una allerta idrogeologica e idraulica per temporali in Veneto.

Argini Aldegà e Alpone, conclusione prevista entro ottobre

Il cantiere prevede il ripristino delle porzioni compromesse e il loro rafforzamento mediante sistemi di protezione destinati anche a impedire nuovi danneggiamenti provocati dagli animali. I lavori sono stati consegnati il 28 agosto e il cronoprogramma ne prevede la conclusione entro la fine di ottobre.

L’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini sottolinea il valore preventivo dell’opera: intervenire sulle fragilità prima che diventino emergenze consente di proteggere sia le infrastrutture idrauliche sia le comunità che vivono nelle aree attraversate dai torrenti. Il controllo costante degli argini, aggiunge, è una componente essenziale della gestione del rischio.

Lo stanziamento attuale porta quindi alla fase operativa un intervento già programmato dalla Regione. La sistemazione dei due tratti mira a ristabilire la continuità e la piena funzionalità delle difese, riducendo la possibilità che l’erosione interna causata dai cunicoli produca danni più estesi durante gli eventi meteorologici intensi.