Leonor Fini, a Trieste catalogo, profumi e video raccontano l’artista senza etichette

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Leonor Fini a Trieste, i profumi Lolò e Kot ispirati all’artista

Il 4 settembre al Magazzino 26 un incontro sulla pittrice di formazione triestina, con il catalogo Memorie triestine e due fragranze dedicate.

Leonor Fini a Trieste torna al centro di un appuntamento che intreccia arte, memoria e profumo. Venerdì 4 settembre alle 18.30, nella Sala Luttazzi del Magazzino 26 del Porto Vecchio, sarà presentato il catalogo Leonor Fini. Memorie triestine. La scheda ufficiale della Sala Luttazzi del Comune di Trieste annuncia anche due fragranze e la proiezione di altrettanti video dedicati all’artista.

L’iniziativa è collegata alla mostra “L’arte triestina al femminile nel ’900 d’avanguardia italiano ed europeo”, aperta fino al 27 settembre. Il catalogo, pubblicato dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, raccoglie testi del direttore Diego Marani e della curatrice Marianna Accerboni, che vi ha inserito notizie e immagini inedite emerse dalle proprie ricerche.

Il percorso richiama il ruolo di Fini tra le donne che hanno attraversato l’arte del Novecento difendendo la propria autonomia. Nata in Argentina e cresciuta a Trieste, la pittrice, scenografa, costumista e illustratrice frequentò l’ambiente surrealista senza aderire formalmente a un movimento, preservando una ricerca personale riconoscibile.

Leonor Fini a Trieste, le fragranze Lolò e Kot

Durante l’incontro saranno presentati “Lolò” e “Kot”, profumi in edizione limitata ideati da Accerboni per interpretare due aspetti della personalità di Fini. Il primo riprende il soprannome con cui l’artista era chiamata da ragazza a Trieste e combina, tra le altre, note di cumino, cannella, zenzero e ambra. Il secondo richiama la parola polacca per “gatto”, usata da Fini per Costantin Jelenski, e accosta note di fico e tuberosa.

Il rapporto dell’artista con le fragranze ha anche un precedente storico: nel 1936 Fini disegnò per Elsa Schiaparelli la celebre boccetta del profumo Shocking, modellata come un busto da sartoria ispirato alle forme di Mae West. A completare la serata saranno due video, uno inedito ambientato a Parigi e uno girato nella casa di Saint-Dyé-sur-Loire, seguiti da una visita guidata con la curatrice.

L’appuntamento su Leonor Fini a Trieste rientra nella rassegna comunale “Una Luce sempre accesa”. Sabato 5 e domenica 6 settembre, alle 18, sono inoltre previste visite guidate alla mostra, seguite da una degustazione di vini. L’ingresso all’esposizione e la visita guidata costano cinque euro ciascuno.