Fine vita in Veneto, i vescovi del Triveneto: «Diritto alla cura, non a morire mai»

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Fine vita in Veneto, riunione dei vescovi del Triveneto a Bibione

I vescovi del Triveneto intervengono sulla legge regionale: no a un diritto a morire, sì a cure palliative, assistenza e accompagnamento.

Il dibattito sul fine vita in Veneto registra la posizione collegiale dei vescovi del Triveneto, riuniti a Bibione il 10 e 11 settembre. Nella dichiarazione diffusa dalla Conferenza Episcopale Triveneto attraverso il Patriarcato di Venezia, i presuli sostengono che non possa configurarsi un diritto a morire e indicano invece come priorità il diritto di ogni persona a essere curata, assistita e accompagnata, senza essere lasciata sola.

L’intervento arriva dopo l’approvazione della legge regionale e si inserisce nel confronto politico e sociale già aperto in Veneto. Nei giorni scorsi, tra le diverse reazioni, era stata avanzata anche la richiesta che il Parlamento affrontasse il tema del fine vita con una normativa nazionale. La dichiarazione dei vescovi aggiunge ora un punto di vista ecclesiale, esplicitamente contrario al suicidio medicalmente assistito.

I firmatari precisano allo stesso tempo che questa opposizione non equivale a sostenere l’accanimento terapeutico. La loro posizione distingue infatti il rifiuto di trattamenti sproporzionati dalla scelta di provocare intenzionalmente la morte. Al centro viene posta la protezione delle persone fragili, malate o dipendenti dall’assistenza altrui, affinché una condizione di sofferenza non si trasformi nella percezione di essere un peso per la famiglia o per la società.

Fine vita in Veneto, l’appello a cure palliative e vicinanza

Secondo i vescovi, una risposta adeguata passa dall’accesso effettivo alle cure palliative, dal sostegno alle famiglie e da servizi sanitari capaci di garantire continuità nell’assistenza. La richiesta è che nessuno debba affrontare la fase finale della vita in solitudine e che la libertà personale sia tutelata insieme alla dignità e alla vulnerabilità di chi soffre.

La nota invita inoltre a evitare una contrapposizione ideologica. Pur esprimendo una valutazione netta sulla legge, la Conferenza Episcopale Triveneto richiama istituzioni, professionisti sanitari e comunità civili alla responsabilità di costruire risposte concrete. L’accompagnamento indicato non è soltanto medico: comprende relazioni, ascolto, supporto psicologico, presenza familiare e, per chi lo desidera, assistenza spirituale.

La riunione di Bibione ha affrontato anche altri temi della vita ecclesiale del Nordest, con momenti di confronto con l’Azione Cattolica e con il vescovo thailandese di Chiang Mai. Tuttavia, è la presa di posizione sul fine vita in Veneto a rappresentare il passaggio pubblico centrale dell’incontro: un appello perché la discussione sulla libertà di scelta non oscuri, nella prospettiva dei presuli, il dovere collettivo di prendersi cura della persona fino all’ultimo tratto della vita.