Edifici scolastici, 14.512 senza tre certificazioni: chiesto un monitoraggio nazionale

26
Certificazioni degli edifici scolastici, Romano Pesavento presidente CNDDU

Il CNDDU chiede una ricognizione aggiornata su agibilità, prevenzione incendi e impianti termici, distinguendo documentazione e sicurezza materiale.

Le certificazioni degli edifici scolastici sono al centro dell’appello del Coordinamento nazionale docenti della disciplina Diritti umani. Il CNDDU richiama i dati relativi all’anno scolastico 2023-2024 e chiede ai ministeri competenti una ricognizione aggiornata, pubblicata attraverso l’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica. Il quadro istituzionale dell’anagrafe è consultabile sul portale del Ministero dell’Istruzione dedicato all’edilizia scolastica.

Secondo i dati citati dal coordinamento, su 39.993 edifici censiti 14.512, pari al 36,3%, risultavano privi contemporaneamente dei tre documenti considerati: agibilità, prevenzione incendi e certificazione degli impianti termici. Il CNDDU precisa che l’assenza documentale non consente, da sola, di definire materialmente insicuro un edificio e che nel frattempo possono essere intervenute regolarizzazioni.

Il tema riguarda anche il territorio vicentino, dove sono in corso interventi specifici, come raccontato nell’articolo sui lavori antincendio nelle scuole di Vicenza. La richiesta nazionale punta proprio a distinguere opere concluse, cantieri aperti e adempimenti ancora da perfezionare.

Certificazioni degli edifici scolastici, le differenze territoriali

La situazione indicata varia sensibilmente tra le aree del Paese. Nel Nord-Est erano privi delle tre certificazioni 1.475 edifici su 7.001, il 21,1%; nel Nord-Ovest 2.238 su 9.900, il 22,6%. La quota saliva al 43,9% nel Centro e al 45,4% nel Sud, mentre nelle Isole raggiungeva il 53,8%.

Per il coordinamento, la distanza di 32,7 punti percentuali tra Nord-Est e Isole richiama differenze nella capacità amministrativa, nella progettazione e nell’impiego delle risorse. Gli enti proprietari operano infatti con strutture tecniche e disponibilità finanziarie differenti, che possono incidere sui tempi di affidamento e completamento dei lavori.

La normativa attribuisce agli enti territoriali gli oneri di realizzazione e manutenzione degli edifici. Sul fronte antincendio, il comunicato richiama il percorso progressivo di adeguamento e il termine del 31 dicembre 2027. Il CNDDU chiede che questa scadenza diventi un riferimento per misurare risultati concreti, evitando ulteriori rinvii.

La proposta è rendere pubblici edifici regolarizzati, interventi in corso, situazioni ancora aperte, risorse assegnate e tempi previsti. Le certificazioni degli edifici scolastici diventerebbero così un indicatore verificabile dell’attuazione normativa e dell’efficacia degli investimenti.