CPR e migranti, Trevisi accusa la destra: «Strumentalizzate le parole di Gabrielli»

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Trevisi sui CPR e le dichiarazioni di Franco Gabrielli

Gianpaolo Trevisi contesta la lettura politica delle parole di Franco Gabrielli sui CPR e richiama dignità, gestione e tempi di permanenza.

Trevisi sui CPR accusa la destra di avere estrapolato alcune frasi pronunciate da Franco Gabrielli alla Festa dell’Unità di Bologna, trasformandole in un sostegno alle proprie politiche sull’immigrazione. Il consigliere regionale del Pd e presidente della Commissione Legalità interviene attraverso il Consiglio regionale del Veneto.

Secondo la ricostruzione proposta da Gianpaolo Trevisi, l’ex capo della Polizia avrebbe osservato che la sicurezza non può ricadere soltanto sui sindaci e che l’identificazione è necessaria quando si deve procedere a un rimpatrio. Da qui la definizione dei Centri di permanenza per i rimpatri come uno strumento inevitabile.

Trevisi sostiene però che il ragionamento di Gabrielli comprendesse anche interrogativi sulla gestione dei centri, sul rispetto della dignità delle persone trattenute e sulla durata della permanenza. La sua accusa politica è che questa seconda parte sia stata omessa per accreditare una lettura parziale dell’intervento.

Il confronto sui CPR si inserisce nel dibattito più ampio su sicurezza, immigrazione e responsabilità istituzionali, temi già affrontati in relazione alle posizioni regionali sulla partecipazione politica nel territorio. In questo caso le valutazioni riportate sono attribuite al consigliere del Partito Democratico.

Trevisi sui CPR: gestione, diritti e sicurezza

Per Trevisi non è sufficiente discutere dell’esistenza dei centri senza affrontare le modalità concrete con cui vengono amministrati. Il consigliere richiama la necessità di un equilibrio tra efficacia delle procedure di identificazione e rimpatrio, tutela delle persone e controllo pubblico delle condizioni interne.

La presa di posizione mira dunque a distinguere il riconoscimento di una funzione operativa dei CPR dall’approvazione automatica dell’attuale sistema. Trevisi chiede che le parole di Gabrielli siano considerate nel loro insieme e respinge l’uso politico di una singola frase separata dal resto dell’intervento.

Il confronto resta aperto sul piano nazionale e regionale. La nota non introduce nuovi provvedimenti, ma formula una critica politica precisa alla narrazione della maggioranza e pone al centro qualità della gestione, tempi di trattenimento e rispetto dei diritti.