Hydro Feltre, la Fiom sull’accordo: «Salvi 36 posti, ma restano lavoratori nell’incertezza»

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Accordo Hydro Feltre secondo la Fiom, lavoratori riuniti

La Fiom di Belluno valuta positivamente la continuità della fonderia, ma chiede tutele per gli esclusi e investimenti per rilanciare il sito.

L’accordo Hydro Feltre secondo la Fiom tutela 36 degli 80 dipendenti attuali attraverso la cessione al Gruppo Cortese del solo ramo d’azienda relativo alla fonderia; altri quattro lavoratori dovrebbero essere ricollocati all’interno di Hydro. La posizione sindacale è stata diffusa dopo il tavolo svoltosi il 15 settembre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nell’ambito del percorso di reindustrializzazione descritto anche dal MIMIT nell’aggiornamento sulla vertenza.

L’intesa preliminare vincolante tra Hydro e il Gruppo Cortese garantisce la continuità di una parte dell’attività, ma per la Fiom lascia aperto il problema degli addetti esclusi. Il gruppo acquirente, attivo nell’alluminio con stabilimenti anche a Longarone e Bassano del Grappa, non ha ancora presentato un piano industriale specifico per il sito feltrino.

L’annuncio dell’accordo e la posizione espressa dalla Regione erano già stati ricostruiti nell’articolo sul subentro nello stabilimento Hydro di Feltre. La nota sindacale aggiunge una valutazione distinta: Stefano Bona, segretario generale della Fiom di Belluno, parla di una soluzione parziale che non considera pienamente la lotta condotta dai lavoratori per quasi un anno.

Accordo Hydro Feltre secondo la Fiom: tutele e rilancio industriale

Bona richiama sia i 130 dipendenti presenti all’inizio della vertenza nel 2025 sia i 40 lavoratori collegati alle presse che, allo stato attuale, restano fuori dal ramo destinato alla cessione. Le assemblee nello stabilimento sono previste per il 16 settembre: saranno i lavoratori, sottolinea il sindacato, a valutare il risultato e a decidere i passi successivi.

La Fiom chiede al Governo e al Ministero di contribuire con investimenti al rilancio produttivo del sito. Alla Regione viene domandato di garantire sostegno agli esuberi e tutele salariali per chi passerà alla nuova realtà aziendale. In assenza di una programmazione di lungo periodo, secondo la ricostruzione sindacale potrebbe rendersi necessaria una ristrutturazione accompagnata dalla cassa integrazione straordinaria.

Il prossimo incontro è fissato in Regione il 22 settembre. Al tavolo dovranno essere gestiti il trasferimento dei 36 dipendenti, da completare entro la fine dell’anno, e gli ammortizzatori sociali: cassa integrazione, incentivi all’esodo, scivoli pensionistici e misure di ricollocazione. L’accordo Hydro Feltre secondo la Fiom rappresenta quindi un primo passaggio, ma non chiude la vertenza né le preoccupazioni per chi rimane fuori dalla fonderia.