Imprese e sicurezza urbana, FMPI chiede incentivi stabili per i quartieri più fragili

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Bando distretti del commercio, negozi e attività di prossimità

La presidente Antonina Terranova rilancia da Torino il ruolo delle attività economiche nei quartieri e propone incentivi, formazione e reti territoriali.

Imprese e sicurezza urbana devono essere considerate parti della stessa strategia di rigenerazione dei quartieri. È la posizione espressa dalla presidente nazionale di FMPI Antonina Terranova durante il convegno “Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori”, organizzato a Torino. La struttura e l’attività dell’associazione datoriale sono illustrate sul sito ufficiale della Federazione Medie e Piccole Imprese.

Secondo Terranova, negozi, botteghe, laboratori e servizi di prossimità non svolgono soltanto una funzione economica. La loro presenza assicura illuminazione, passaggio di persone e relazioni quotidiane: elementi che possono contribuire a rendere gli spazi pubblici più frequentati e a limitare l’abbandono delle aree fragili.

La presidente di FMPI chiede quindi misure strutturali per sostenere le attività che restano o investono nei quartieri più esposti a impoverimento commerciale e degrado. Tra le proposte figurano incentivi alle assunzioni, agevolazioni per il recupero dei locali e strumenti specifici per migliorare la sicurezza degli esercizi.

Il tema riguarda anche il Veneto, dove il rapporto tra servizi, centri urbani e attività economiche è al centro del dibattito sulla riforma regionale del commercio e sulle esigenze delle imprese. La prospettiva indicata da FMPI è nazionale, ma chiama in causa amministrazioni locali, associazioni e operatori economici.

Imprese e sicurezza urbana, il ruolo di giovani, formazione e reti locali

Terranova lega le politiche per la sicurezza alle opportunità offerte ai più giovani. Formazione, sport e accesso al lavoro vengono indicati come strumenti di prevenzione, soprattutto nei contesti in cui la mancanza di prospettive alimenta isolamento ed esclusione. Non si tratta, nella posizione della Federazione, di sostituire l’azione delle istituzioni e delle forze dell’ordine, ma di affiancarla con interventi sociali ed economici.

La proposta è costruire alleanze stabili tra istituzioni, scuole, associazioni e imprese. Una rete di questo tipo dovrebbe individuare i bisogni specifici dei quartieri e programmare azioni verificabili, superando la logica degli interventi episodici. Gli incentivi, aggiunge FMPI, dovrebbero avere durata sufficiente a consentire alle attività di pianificare investimenti e occupazione.

Le valutazioni sul rapporto tra presenza commerciale e riduzione dell’insicurezza restano attribuite alla presidente della Federazione. Il nodo sollevato, tuttavia, è concreto: quando chiudono negozi e servizi, una parte della vita quotidiana si sposta altrove e gli spazi rischiano di perdere controllo sociale e attrattività.

Per FMPI, una politica efficace su imprese e sicurezza urbana deve quindi tenere insieme vigilanza, riqualificazione, lavoro e inclusione. Il messaggio emerso dal convegno torinese è che la vitalità economica di un quartiere non è soltanto un indicatore di benessere, ma può diventare una componente della sua tenuta civile.