
Il Veneto lavora alla candidatura di Porto Marghera come hub europeo per le materie prime critiche, coinvolgendo Governo, porto, logistica e imprese.
Porto Marghera può diventare un hub europeo per le materie prime critiche nell’ambito del progetto pilota promosso dalla Commissione europea. Il bando pubblicato dalla Commissione europea punta a selezionare il soggetto che dovrà contribuire alla progettazione, alla gestione e alla sperimentazione di un meccanismo comune di stoccaggio.
Il presidente del Veneto Alberto Stefani ha annunciato la disponibilità della Regione a sostenere una candidatura italiana costruita attorno al polo industriale e logistico veneziano. Il percorso è stato condiviso con il sindaco di Venezia Simone Venturini e con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
Il progetto si inserisce nella strategia europea volta a ridurre la dipendenza da fornitori esterni per materiali decisivi per industria, energia e tecnologie. Il tema è già emerso nell’approfondimento sulla Corporation europea per le materie prime critiche, pensata per rafforzare approvvigionamenti e autonomia strategica.
Hub europeo per le materie prime critiche, la rete proposta dal Veneto
La candidatura dovrebbe coinvolgere Porto Marghera, la rete logistica e industriale regionale e l’Interporto Quadrante Europa di Verona. Secondo Stefani, questa integrazione può offrire al Nordest e all’Italia un ruolo centrale nella gestione delle scorte, mettendo insieme capacità portuale, collegamenti ferroviari e stradali, aree produttive e competenze delle imprese.
La Regione intende costituire una task force con il Comune di Venezia, il Governo, le autorità portuali, gli operatori logistici, il sistema industriale e gli enti interessati. L’obiettivo dichiarato è presentare una proposta unitaria e competitiva, evitando iniziative frammentate e valorizzando le strutture già presenti nel territorio.
Il confronto era stato anticipato durante la visita in Veneto del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Stéphane Séjourné, avvenuta a giugno. La pubblicazione del bando trasforma ora l’ipotesi in una procedura concreta, con una scadenza per le manifestazioni d’interesse fissata al 9 ottobre 2026.
Le materie prime critiche sono essenziali per la manifattura avanzata, la transizione energetica, la digitalizzazione, la microelettronica e la sicurezza industriale. Disporre di scorte coordinate a livello europeo può ridurre i rischi legati alle crisi geopolitiche, alle interruzioni delle forniture e alla concentrazione della produzione in pochi Paesi.
Per il Veneto, la proposta di un hub europeo per le materie prime critiche attribuisce a Porto Marghera una funzione che unisce industria e logistica. La sua effettiva realizzazione dipenderà dalla qualità della candidatura italiana e dalla selezione finale condotta dalla Commissione europea.































