
Elena Vencato interviene dopo i disordini: responsabilità individuali da accertare, ma la comunità adulta deve interrogarsi sui modelli offerti ai ragazzi.
Nel dibattito su Campo Marzo e i giovani interviene Impegno per Vicenza con una riflessione della presidente Elena Vencato. L’associazione condanna con chiarezza i disordini e i danneggiamenti, ma invita a non fermarsi alla rabbia e alla ricerca immediata di un colpevole. Il testo è stato diffuso anche attraverso la pagina Impegno per Vicenza.
La presa di posizione arriva dopo il confronto già aperto sulle responsabilità politiche e sociali, raccolto da ViPiù nell’articolo sul dibattito seguito ai disordini di Campo Marzo. Per Vencato, mamma ed ex insegnante, la gravità dei fatti impone sia l’accertamento delle responsabilità sia una domanda più ampia: che cosa sta accadendo ai ragazzi e quali modelli ricevono dagli adulti?
L’associazione respinge ogni giustificazione dei comportamenti violenti. Allo stesso tempo, ricorda che dietro ogni condotta ci sono una storia, una famiglia, un contesto e una responsabilità educativa condivisa. Il ruolo degli adulti non può essere delegato soltanto alla scuola, alle forze dell’ordine o alle istituzioni quando il problema è già esploso.
Campo Marzo e i giovani: social, regole e responsabilità degli adulti
Vencato richiama l’impatto dei social e dei contenuti che presentano denaro facile, ostentazione, provocazione e attenzione continua come modelli di successo. Un adolescente, osserva, ha bisogno di adulti capaci di distinguere popolarità e valore, visibilità e autorevolezza. La libertà, inoltre, implica la capacità di fermarsi e la folla non cancella la responsabilità individuale.
La riflessione non vuole trasformarsi in una condanna generica di un’intera generazione. I ragazzi, sostiene Impegno per Vicenza, non sono un problema da eliminare ma una responsabilità da accompagnare. Genitori, educatori, scuola, istituzioni, sport e associazioni devono assumersi una parte del compito, così come chi parla online a un pubblico molto giovane deve considerare il peso di parole e provocazioni.
Infine c’è il valore dello spazio pubblico: Campo Marzo appartiene a famiglie, studenti, anziani, bambini e lavoratori. Difenderlo significa garantire sicurezza e regole, ma anche restituirgli vita, cultura, sport e occasioni sane d’incontro. Sul rapporto tra Campo Marzo e i giovani, conclude l’associazione, servono fermezza e una comunità adulta più presente e consapevole.


































