Caro carburanti, Bottega teme un impatto fino al 10 per cento sul comparto del Prosecco

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Giornata dei Colli Veneti

L’imprenditore veneto indica rincari per gasolio agricolo e autotrasporto e chiede al Governo un confronto con le compagnie petrolifere.

Il rapporto fra caro carburanti e Prosecco potrebbe tradursi in un impatto compreso fra il 5 e il 10 per cento sui fatturati di fine anno. È la stima formulata da Sandro Bottega, amministratore delegato dell’omonima azienda vitivinicola di Bibano di Godega, nel Trevigiano, attiva nell’esportazione in oltre 150 Paesi.

Bottega riferisce che il gasolio agricolo avrebbe raggiunto 1,65 euro al litro, rispetto agli 1,19 euro di inizio luglio, mentre il carburante per l’autotrasporto si collocherebbe intorno a 2,25 euro e oltre. Per un settore che dipende dai lavori nei vigneti, dalla trasformazione e dalla distribuzione, l’aumento dei costi attraversa più fasi della filiera del Prosecco Doc.

La preoccupazione riguarda un comparto nel quale occupazione, turismo ed esportazioni sono strettamente collegati, come mostra anche l’analisi sulle professioni richieste nelle Colline del Prosecco. L’eventuale aumento dei prezzi rischia quindi di incidere sia sui margini delle imprese sia sulla competitività nei mercati esteri.

Caro carburanti e Prosecco, la richiesta di interventi al Governo

L’imprenditore collega i rincari alle proteste organizzate da agricoltori, pescatori e autotrasportatori in alcune regioni meridionali. Pur definendo comprensibili le ragioni delle mobilitazioni, osserva che blocchi stradali e presìdi nei nodi logistici possono creare ulteriori difficoltà a cittadini, lavoratori e imprese.

La richiesta rivolta al Governo è di sostenere l’economia reale e aprire un confronto serrato con le compagnie petrolifere. Bottega richiama inoltre il peso delle accise e propone, in una prospettiva più lunga, di destinare alla loro riduzione risorse recuperate attraverso il contrasto all’evasione fiscale.

Le percentuali indicate costituiscono una previsione aziendale e non una stima ufficiale dell’intero comparto. Segnalano tuttavia un problema comune alle produzioni agricole: energia e trasporto si riflettono sul costo delle materie prime, delle lavorazioni e delle consegne. L’effetto effettivo dipenderà dalla durata dei rincari e dalla possibilità delle imprese di assorbirli senza trasferirli sui prezzi finali.