Baldan e Cendron al Tecnopolo di Bologna: «Innovazione e buone pratiche per il Veneto»

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Tecnopolo DAMA di Bologna, Flavio Baldan e Rossella Cendron davanti al supercomputer

I due consiglieri regionali hanno partecipato a una giornata di approfondimento nel polo bolognese, dedicata a dati, intelligenza artificiale, clima e infrastrutture digitali.

Il Tecnopolo DAMA di Bologna e il supercomputer Leonardo possono offrire indicazioni utili anche alla programmazione del Veneto. È la valutazione dei consiglieri regionali Flavio Baldan, Movimento 5 Stelle, e Rossella Cendron, Le Civiche Venete, dopo la visita del 12 ottobre alla struttura che ospita infrastrutture scientifiche gestite anche dal consorzio interuniversitario Cineca.

L’incontro ha affrontato sovranità tecnologica europea, ricerca scientifica, cambiamenti climatici e sostenibilità dei data center. Sono temi che incrociano il dibattito regionale sull’innovazione e sulla capacità di trasformare la conoscenza in politiche pubbliche, già presente nell’analisi delle trasformazioni produttive e infrastrutturali del Veneto.

Alla giornata hanno preso parte anche esponenti istituzionali nazionali ed emiliano-romagnoli. Il confronto si è concentrato in particolare sull’uso di edifici dismessi, sulla riduzione del consumo di suolo e acqua, sull’efficienza energetica e sul recupero del calore prodotto dai centri di calcolo per reti di teleriscaldamento.

Tecnopolo DAMA, dati ed energia come scelte pubbliche

Cendron ha sottolineato che l’innovazione deve procedere insieme alla tutela del territorio e all’interesse delle comunità. La consigliera vede nelle università, nel tessuto produttivo e nella capacità di innovare del Veneto le condizioni per partecipare alla trasformazione digitale, purché le decisioni siano fondate su competenze e confronto con esperienze già operative.

Baldan ha collegato transizione digitale ed ecologica, mettendo in guardia da un’economia regionale troppo dipendente dal turismo. Secondo il consigliere, dati ed energia saranno ambiti decisivi da governare e l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento di competitività se accompagnata da sostenibilità del lavoro, dell’ambiente e della spesa pubblica.

Il nodo indicato dai due consiglieri riguarda quindi la qualità delle scelte future: capacità delle reti elettriche, concessioni, consumo delle risorse e ricadute sulle comunità locali non possono essere separati dalla corsa agli investimenti digitali. La visita al Tecnopolo DAMA viene proposta come esperienza formativa per portare in Consiglio regionale elementi concreti e buone pratiche, evitando che la discussione sull’intelligenza artificiale resti limitata agli annunci.