TAV Vicenza Est, in Consiglio la domanda di attualità di Zocca (FdI) “Sindaco non si limiti a dire no al salto del montone, protesti a Roma”

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Terzo lotto
La vista del treno dall'attuale passerella di Strada Paradiso

La questione della TAV, nel suo terzo lotto di Vicenza Est, è tornata in Consiglio comunale oggi con una domanda di attualità presentata dalla consigliera FdI Liliana Zocca.

La consigliera di Fratelli d’Italia ha chiesto al sindaco Giacomo Possamai quali iniziative politiche e istituzionali siano state intraprese verso RFI, Governo e Regione, quali alternative siano state formalmente sostenute e quali strumenti siano stati utilizzati per proteggere il paesaggio e il patrimonio UNESCO di Vicenza.

La risposta del sindaco sul terzo lotto

Il sindaco ha richiamato la lettera arrivata al comune di Vicenza dal commissario straordinario Aldo Isi (amministratore delegato e direttore generaleRFI) in cui RFI ribadiva la preferenza per la soluzione 1, ovvero il passaggio in superficie con scavalco del montone a Settecà.

Citando la lettera, Possamai ha ribadito che gli impatti delle alternative progettuali, unitamente al fatto che lo scavalco veniva spostato a Setteca’, erano stati discussi in diverse riunioni alla presenza dell’allora sindaco Francesco Rucco (assente oggi in aula).

“Siamo qui a rimediare i disastri fatti mentre era alla guida della città” ha detto il sindaco, evidenziando che in tutti i prossimi incontri in cui verrà chiamato a esprimersi, lui ribadirà un parere negativo sullo scavalco a Settecà, anche perché nella missiva non vi è nessuna spiegazione tecnica del perché l’opzione zero non possa essere percorsa. “Continueremo a fare battaglia”, anche perché il progetto ancora non c’è.

La replica di Liliana Zocca

Per Zocca, dichiarare contrarietà allo scavalco non è sufficiente se non si riesce a incidere sulle decisioni. “Mi sarei aspettata un’altra posizione, sono 40 mesi che l’Amministrazione è in vigore” ha esordito la consigliera FdI, sottolineando come, secondo la sua posizione, vengano tirate fuori scuse che guardano al passato.

L’obiettivo è ora prendere una posizione forte, perché il territorio rischia di trovarsi un salto del montone in mezzo alle abitazioni. Zocca ha ribadito la necessità che il sindaco avvii un confronto concreto con RFI, “andando a Roma e protestando”, non limitandosi ad esprimere una contrarietà verbale.