Salto del montone, Salvini: “Io trovo i soldi, il sindaco faccia il sindaco”. Rucco: “Persi 3 anni sostenendo l’opzione zero che è impraticabile”

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Tav Vicenza-Padova
Salvini, Rucco, Possamai

Per il terzo lotto della Tav Vicenza-Padova la strada sembra ormai tracciata: il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha riferito la propria posizione durante l’intervento a Padova a margine della manifestazione Green Logistics Expo; la soluzione a raso individuata da Rete Ferroviaria Italiana sembra prescelta, nonostante la contrarietà espressa dal Comune di Vicenza e dal territorio.

Salvini ha ribadito che la scelta del tracciato compete ai tecnici di Rfi e che il suo compito, come ministro, è reperire le risorse necessarie per realizzare l’opera.

“Se le Ferrovie dello Stato, che non sono un organismo politico, hanno ritenuto quello il progetto migliore, quello è il progetto che si fa e si finanzia”, ha dichiarato con una presa di posizione che pare ridurre, almeno sul piano politico, gli spazi per una revisione del progetto contestato dal capoluogo berico.

Salto del montone, la posizione di Rucco

Abbiamo chiesto a Francesco Rucco, intervenuto nel punto stampa dedicato all’interpellanza di Idea Vicenza sul ripristino del muro delle Dame Inglesi, la posizione rispetto alle parole del ministro Salvini.

Rucco aveva scritto pochi giorni fa a Salvini per chiedere un incontro e discutere della possibilità di approfondire la soluzione della galleria lunga, non avendo però ancora ricevuto un riscontro. “Il ministro Salvini ieri ha detto che lui decide sulla base dei progetti e dei tecnici e giustamente la parte politica deve fare questo, soprattutto trovare le risorse che oggi non ci sono, se non per le progettazioni” ha affermato Rucco, ricordando lo stanziamento di 25 milioni di euro per la fase progettuale.

“Le parole di Salvini sono la dimostrazione che l’amministrazione Possamai per tre anni e mezzo non ha deciso, avendo sul tavolo tre opzioni possibili; alla fine hanno deciso RFI e IRICAV proponendo la soluzione meno costosa e per loro quella più facile” ha chiosato l’ex sindaco di Vicenza che auspica un incontro a breve con il ministro in modo da poter riaprire questo fronte.

Qualora la questione fosse definitivamente chiusa, Rucco sottolinea il ritardo dell’amministrazione che avrebbe voluto “cavalcare a tutti i costi l’opzione zero che già 6-7 anni fa ci avevano spiegato che tecnicamente non era fattibile“. Nonostante i molti incontri che hanno coinvolto anche i tecnici comunali avvenuti dal 2021, dunque, la parte politica locale si sarebbe “trincerata dietro all’opzione zero” senza valutare le altre tre proposte.

Pur essendo un’opera dello Stato, e dunque finanziata e decisa a Roma, Rucco ritiene sia necessario cercare fino all’ultimo una soluzione che sia condivisa con la città per ridurre i danni che Vicenza potrebbe ricevere: “La soluzione dello scavalco del montone a cui c’eravamo già opposti nel 2022 con una posizione chiara, poi ribadita nel 2026 da questa amministrazione naturalmente ci mette in difficoltà, quindi dovremo assolutamente lavorare per convincere a cambiare l’idea. Chiaro che ci deve essere un fronte comune da questo punto di vista che porti avanti una soluzione unica”.
La procedura quindi sarebbe fare fronte comune, da un lato con il Governo che mette le risorse, e dall’altro con Iricav 2 ed RFI che definiscono i progetti e le soluzioni che non si possono attuare. “Non vogliamo creare illusioni a nessuno, però il ritardo lo stiamo pagando e dobbiamo lavorare per cercare di far cambiare l’idea” ha concluso il vicepresidente del Consiglio regionale.

Tav Vicenza-Padova, Salvini conferma la soluzione a raso

Il nodo riguarda il terzo lotto della linea ferroviaria Alta Velocità-Alta Capacità Verona-Padova, quello che interessa l’uscita a est di Vicenza. Il progetto comprende inoltre il cosiddetto “scavalco del montone” a Settecà, un’infrastruttura che permetterebbe ai binari dell’alta velocità di superare la linea storica, spostandosi sul lato nord.

Rfi ha individuato come soluzione preferibile il raddoppio dei binari in superficie lungo l’attuale linea ferroviaria, accompagnato dalla realizzazione di barriere antirumore alte fino a sette metri, posizione ribadita nella lettera del commissario straordinario alla Tav Aldo Isi qualche giorno fa in cui comunicava al Comune di Vicenza la decisione di procedere con la progettazione definitiva della soluzione a raso.

“Non sono un ingegnere, non scelgo io dove passano i binari”

Il ministro a Padova ha spiegato di aver già ascoltato le richieste provenienti dal territorio vicentino, compreso il sindaco Giacomo Possamai e rappresentanti politici della Lega.

“Il sindaco l’ho ascoltato diverse volte e lo ascolterò tutte le volte che vuole”, ha affermato Salvini. Ma ha anche chiarito di non voler intervenire direttamente nelle valutazioni tecniche.

“Io faccio il ministro, trovo i soldi e approvo le norme. Gli ingegneri hanno l’onore e l’onere di scegliere i tracciati dell’alta velocità”, ha dichiarato.

Una posizione ribadita anche di fronte alle contestazioni sulla soluzione prevista per Vicenza: “Gli ingegneri e i tecnici di Rfi hanno valutato che quella fosse la soluzione; io che non sono ingegnere non mi permetto di entrare nel merito del lavoro degli ingegneri. Il mio dovere è trovare i soldi e andare avanti”.

Il messaggio politico appare quindi netto: il ministro non intende sostituirsi a Rfi nella scelta del tracciato.

Tav Vicenza-Padova, servono 4 miliardi di euro: progettazione entro l’estate 2027

Salvini ha fornito anche due indicazioni importanti sui tempi e sui costi del terzo lotto della Tav Vicenza-Padova.

La progettazione della Vicenza-Padova è attesa entro l’estate 2027, mentre per la realizzazione dell’intervento sarebbero necessari circa 4 miliardi di euro, risorse ancora da trovare.