
I consiglieri di Resistere Veneto confrontano lo stanziamento regionale con la loro proposta da cinque milioni e chiedono una misura strutturale.
I fondi per i Comuni di confine accendono un nuovo confronto in Consiglio regionale. Riccardo Szumski e Davide Lovat, esponenti di Resistere Veneto, giudicano insufficiente lo stanziamento aggiuntivo di 200mila euro destinato al Veneto orientale e lo confrontano con i cinque milioni proposti dal loro gruppo. Le misure regionali per gli enti locali sono consultabili nella sezione dedicata del portale della Regione Veneto.
Secondo i due consiglieri, la cifra approvata rappresenta appena il 4 per cento della somma indicata nella loro proposta. Pur riconoscendo che il finanziamento è preferibile all’assenza di risorse, sostengono che non possa compensare in modo adeguato gli svantaggi competitivi dei territori vicini al Friuli-Venezia Giulia.
La posizione è arrivata in due comunicazioni, una dell’ufficio stampa del Consiglio Veneto e una del gruppo Resistere Veneto, accorpate perché riferite alla medesima dichiarazione. Il tema si inserisce nel dibattito sulle risorse da destinare ai Comuni veneti e alle funzioni territoriali.
Fondi per i Comuni di confine, la richiesta di una strategia stabile
Szumski e Lovat affermano che i territori orientali sopportano una concorrenza particolare da parte di una Regione a statuto speciale, capace di utilizzare strumenti fiscali e finanziari differenti. Per questo chiedono che il sostegno non sia episodico, ma inserito in una programmazione pluriennale con obiettivi misurabili.
I consiglieri rivendicano la proposta da cinque milioni come un segnale più coerente con la dimensione del problema. A loro giudizio, una cifra limitata rischia di disperdersi tra numerosi enti senza produrre effetti riconoscibili su servizi, infrastrutture e attrattività economica.
La discussione riguarda anche i criteri di riparto. I firmatari chiedono trasparenza nella selezione dei Comuni beneficiari e nella definizione dei progetti finanziabili, affinché le somme arrivino alle aree maggiormente esposte allo squilibrio con il territorio confinante.
I fondi per i Comuni di confine restano quindi un terreno di confronto tra maggioranza e opposizioni. La verifica decisiva sarà affidata agli atti di bilancio e ai provvedimenti attuativi, dai quali emergeranno sia la destinazione concreta dei 200mila euro sia l’eventuale apertura a stanziamenti più consistenti.


































