
I capigruppo della Lega-Liga Veneta e di Stefani Presidente salutano il via libera del Governo. Ora il percorso passa dal Parlamento.
L’autonomia per Barbisan e Pressi entra in una fase storica dopo l’approvazione governativa delle intese definitive. Riccardo Barbisan, capogruppo della Lega-Liga Veneta, e Matteo Pressi, capogruppo di Stefani Presidente, esprimono soddisfazione per il passaggio compiuto dal Consiglio dei ministri. La procedura istituzionale è illustrata dal Dipartimento per gli Affari regionali sull’autonomia differenziata.
I due consiglieri ricordano che il percorso veneto nasce dalla volontà espressa dai cittadini e da un confronto prolungato tra Regione e Stato. Dopo il via libera alle intese, sarà il Parlamento a dover completare l’iter attraverso le leggi previste dalla Costituzione.
La dichiarazione rappresenta la posizione favorevole della maggioranza regionale e si affianca alle valutazioni critiche pubblicate nelle stesse ore. Giovanni Manildo ha definito l’accordo un’intesa priva di nuove competenze e risorse certe, aprendo un confronto sulla portata concreta del provvedimento.
Autonomia per Barbisan e Pressi, il prossimo passaggio in Parlamento
Barbisan e Pressi attribuiscono un ruolo centrale al ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli e al presidente del Veneto Alberto Stefani. A loro giudizio, l’intesa consolida un percorso atteso da anni e crea le condizioni per avvicinare alcune decisioni amministrative ai territori.
Il testo dovrà però superare il passaggio parlamentare. Saranno le leggi di approvazione a definire le funzioni trasferite, le modalità di esercizio e le eventuali risorse collegate. Su questi aspetti si concentrerà la verifica politica tra maggioranza e opposizioni.
I due capigruppo sostengono che il Veneto sia pronto ad assumere maggiori responsabilità e a dimostrare capacità amministrativa. La loro valutazione insiste sull’efficienza, sulla conoscenza delle esigenze locali e sulla possibilità di rendere più rapidi alcuni processi decisionali.
L’autonomia per Barbisan e Pressi non è quindi considerata un punto di arrivo, ma l’apertura della fase attuativa. La distanza tra le letture politiche sarà misurata sui contenuti delle leggi, sulle competenze effettivamente assegnate e sulla disponibilità di risorse e personale.


































