Salute mentale in Veneto, Cunegato (Avs): «Bisogni in crescita, servizi inadeguati»

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salute mentale secondo Cunegato

Il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra presenta i dati di Aitsam e chiede più personale, continuità assistenziale e servizi territoriali.

La salute mentale secondo Cunegato è un’emergenza che il Veneto non sta affrontando con risorse e organici adeguati. Il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale è intervenuto durante una conferenza stampa a Palazzo Ferro Fini, con rappresentanti di Aitsam Veneto e i consiglieri Elena Ostanel e Nicolò Rocco. Il quadro nazionale di riferimento è il portale del Ministero della Salute dedicato alla salute mentale.

Cunegato richiama il documento dell’Associazione italiana tutela salute mentale sullo stato dei servizi regionali, letto alla luce del Piano di azioni nazionale 2025-2030. A suo giudizio, i richiami formulati negli anni da associazioni, famiglie e operatori non hanno prodotto un rafforzamento sufficiente della rete pubblica.

L’intervento segue altre prese di posizione esaminate nello stesso giorno. Le consigliere del Pd hanno denunciato carenze nei servizi di salute mentale del Veneto, mentre Cunegato concentra l’attenzione sui numeri illustrati da Aitsam e sulla capacità dei territori di rispondere alla crescita della domanda.

Salute mentale secondo Cunegato, personale e strutture al centro

Il consigliere sostiene che le difficoltà riguardino sia gli adulti sia i giovani, con un aumento dei bisogni e percorsi assistenziali che spesso non riescono a garantire continuità. Le famiglie, in questa situazione, diventerebbero il principale sostegno quotidiano senza ricevere sempre un accompagnamento adeguato.

Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento dei Centri di salute mentale, l’assunzione di personale specializzato e una maggiore integrazione tra servizi sanitari, sociali e scolastici. L’obiettivo è intervenire prima che le situazioni si aggravino e ridurre il ricorso improprio ai reparti ospedalieri.

Cunegato chiede inoltre che il nuovo piano nazionale non resti una cornice priva di finanziamenti. La Regione, afferma, dovrebbe tradurre gli indirizzi in obiettivi territoriali, tempi verificabili e livelli minimi di assistenza omogenei tra le diverse Ulss.

La salute mentale secondo Cunegato richiede dunque una scelta politica sulle priorità di bilancio. La discussione proseguirà in commissione e in aula, dove i gruppi potranno misurare gli impegni della Giunta su personale, strutture e sostegno alle persone fragili e alle loro famiglie.