Appalti militari USA a Sigonella, Mazzeo a Spazio Aperto: gli hangar di ICM-ex Maltauro e il subappaltore finito sotto la lente dell’Antimafia

50

Gli appalti militari a Sigonella, la costruzione di due hangar affidata a ICM-ex Maltauro e i subappalti assegnati alla GR Costruzioni, impresa siciliana successivamente sequestrata nell’ambito di una misura di prevenzione antimafia, sono stati al centro dell’intervento di Antonio Mazzeo a Spazio Aperto, che ospita la redazione di VicenzaPiù, i libri e i servizi di L’altra stampa srl, libri e riviste soprattutto su Vicenza e scritti da vicentini e, questa la novità dell’iniziativa, incontri organizzati direttamente oppure da gruppi e cittadini (il video in copertina dell’incontro è opera di “servizio pubblico” di Valter Fabris).

Appalti militari a Sigonella: i fatti documentati e le valutazioni di Antonio Mazzeo

Gli appalti militari a Sigonella e la catena di affidamenti che conduce da una grande impresa vicentina a una società siciliana successivamente raggiunta da una misura di prevenzione antimafia sono stati al centro dell’intervento tenuto da Antonio Mazzeo il 10 ottobre a Spazio Aperto di Vicenza, di seguito alla presentazione in anteprima di Mi chiamo Handalino, la favola illustrata nata dalla sua esperienza a bordo dell’Handala verso Gaza acquistabile anche presso Spazio aperto col ricavato delle copie che sosterrà l’ospedale Al-Awda, presidio della rete sanitaria e comunitaria non profit della Striscia di Gaza.

Mi chiamo Handalino di Antonio Mazzeo
Mi chiamo Handalino di Antonio Mazzeo

Mazzeo, insegnante, saggista e peace researcher impegnato sui temi del disarmo, dell’ambiente, dei diritti umani e del contrasto alle mafie, ha ripercorso l’inchiesta pubblicata su VicenzaPiù Viva n. 310, soffermandosi sui lavori commissionati dalla Marina statunitense per la costruzione di due hangar nella base di Sigonella.

La ricostruzione richiede di mantenere distinti tre livelli: i rapporti contrattuali documentati, il contenuto del provvedimento disposto dal Tribunale di Messina nei confronti della società subappaltatrice e le considerazioni politiche e investigative espresse da Mazzeo. La distinzione è essenziale anche perché ICM Spa, già Giuseppe Maltauro Spa, non risulta coinvolta nelle contestazioni antimafia richiamate nell’articolo e durante l’incontro.

Gli hangar commissionati dalla Marina statunitense

Il dato di partenza riguarda l’appalto assegnato a ICM Spa per la progettazione e la costruzione di due hangar militari nella Naval Air Station di Sigonella, con le relative opere esterne.

Il committente indicato negli atti è il Department of the Navy – Naval Facilities Engineering Command Atlantic di Norfolk, in Virginia. Le infrastrutture sono destinate al ricovero e alla manutenzione di aeromobili impiegati dalla Marina statunitense.

Mazzeo ha spiegato che gli hangar ospitano sistemi aerei strategici come i droni da sorveglianza MQ-4C Triton e i pattugliatori marittimi P-8A Poseidon. Nella sua analisi, questi velivoli attribuiscono alla base siciliana un ruolo operativo che supera la semplice funzione logistica.

Il relatore ha collegato le missioni condotte da Sigonella alle attività di intelligence e sorveglianza nel Mar Nero, nel Mediterraneo orientale e nel Golfo Persico. Ha citato, tra gli altri episodi, l’affondamento dell’incrociatore russo Moskva nell’aprile 2022 e le operazioni di monitoraggio svolte vicino all’Iran.

Questi collegamenti rappresentano la ricostruzione e l’interpretazione geopolitica proposta da Mazzeo: non fanno parte del provvedimento antimafia relativo alla società subappaltatrice.

I tre subappalti alla GR Costruzioni

Il rapporto documentato tra ICM e la GR Costruzioni riguarda tre contratti di subappalto per i lavori nella base di Sigonella, sottoscritti tra il 2017 e il 2018.

Gli importi richiamati negli atti sono:

  • un primo contratto da un milione di euro;
  • un secondo contratto da 979 mila euro;
  • un terzo affidamento, con atto aggiuntivo, da 656 mila euro.

Il valore complessivo risulta quindi pari a circa 2 milioni e 635 mila euro. I contratti riguardavano opere comprese nell’appalto principale ottenuto da ICM per la realizzazione dei due hangar.

L’esistenza di questi affidamenti è riportata nel decreto di sequestro riguardante la GR Costruzioni. Si tratta dunque di un rapporto commerciale documentato, che non equivale a un’accusa di compartecipazione nelle condotte attribuite dagli investigatori alla società siciliana o ai soggetti ritenuti a essa collegati.

Il sequestro della GR Costruzioni

Nell’aprile 2026 la Direzione investigativa antimafia di Messina, con la collaborazione dei Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto e il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, ha eseguito un decreto di sequestro emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Messina.

Il provvedimento ha interessato l’intero compendio della GR Costruzioni, impresa con sede legale a Torregrotta, per un valore stimato in circa due milioni di euro.

Secondo la ricostruzione investigativa recepita nel provvedimento, la società sarebbe stata indirettamente nella disponibilità di un soggetto già condannato definitivamente per estorsione aggravata dal metodo mafioso nell’ambito del procedimento “Gotha 7”, riferito alla criminalità organizzata dell’area di Barcellona Pozzo di Gotto.

Gli investigatori gli attribuiscono il ruolo di socio occulto e ritengono che l’impresa possa essere frutto di attività illecite, in particolare estorsive, o rappresentarne una forma di reimpiego. Sono valutazioni poste alla base di una misura di prevenzione patrimoniale, non una sentenza definitiva di responsabilità nei confronti della società e dei suoi amministratori.

Il sequestro può essere sottoposto agli ordinari mezzi di impugnazione e il successivo contraddittorio può condurre anche alla revoca della misura e alla restituzione dei beni.

ICM estranea alle contestazioni

Non risultano accuse rivolte a ICM Spa, né il rapporto di subappalto può essere presentato come prova di una consapevole relazione con ambienti mafiosi. Dalla documentazione citata emerge che ICM affidò alla società siciliana parte delle lavorazioni relative agli hangar; soltanto anni dopo la GR Costruzioni è stata colpita dal decreto di sequestro.

Nel video Mazzeo riferisce inoltre che, secondo intercettazioni richiamate negli atti, alcuni soggetti collegati alla società siciliana avrebbero confidato nell’ampliamento dei rapporti con l’impresa vicentina e nell’ottenimento di ulteriori lavorazioni. Anche questo elemento rappresenta una risultanza investigativa attribuita agli interlocutori intercettati e non dimostra, da solo, una disponibilità o un accordo da parte di ICM.

La questione politica posta da Mazzeo

Partendo dai dati contrattuali e giudiziari, Mazzeo formula una valutazione più ampia: gli appalti per le basi militari richiederebbero controlli particolarmente rigorosi non soltanto sull’affidatario principale, ma lungo l’intera successione di subappalti.

Secondo il relatore, la vicenda è significativa perché unisce tre elementi: la crescita delle infrastrutture militari statunitensi sul territorio italiano, gli interessi economici generati dalle grandi commesse e la possibile esposizione delle catene dei subappalti ai condizionamenti della criminalità organizzata.

Mazzeo non attribuisce, quindi, a ICM le condotte oggetto della misura antimafia, ma si domanda come funzionassero i controlli preventivi richiesti per lavorazioni svolte all’interno di una base strategica statunitense.

Da Vicenza a Sigonella, la storia militare di ICM

Nel suo intervento Mazzeo allarga poi lo sguardo alla lunga presenza della Maltauro, oggi ICM, nel settore delle infrastrutture militari.

Ricorda Camp Ederle a Vicenza come una delle prime opere importanti realizzate dall’impresa nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale e richiama altri lavori eseguiti nel tempo per installazioni statunitensi e Nato, oltre a strutture militari costruite all’estero.

Il relatore rievoca inoltre un progetto residenziale destinato alle famiglie dei militari americani nell’area di Lentini, vicino a Sigonella. Secondo la sua ricostruzione, l’iniziativa coinvolgeva Maltauro e soggetti economici siciliani riconducibili alla famiglia dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo. Il progetto fu contrastato da un comitato locale e successivamente abbandonato.

La domanda sui controlli nei subappalti militari

Il nucleo dell’intervento è il funzionamento dei controlli nella filiera degli appalti militari a Sigonella.

Una società vicentina ottiene dalla Marina statunitense l’appalto per due infrastrutture strategiche e affida oltre 2,6 milioni di euro di lavori a un’impresa siciliana. Diversi anni dopo, quella stessa impresa è stata sequestrata nell’ambito di una misura di prevenzione antimafia per le relazioni che gli investigatori attribuiscono a un socio occulto.

Sono questi i fatti documentati. La domanda sollevata da Mazzeo riguarda invece la capacità delle procedure italiane e statunitensi di individuare tempestivamente eventuali rischi lungo la catena dei subappalti, soprattutto quando i lavori interessano strutture militari coinvolte nelle più delicate operazioni internazionali.