Il Fatto Quotidiano, Del Vecchio rinuncia a offerta: “Ma porta resta aperta”

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(Adnkronos) –
Leonardo Del Vecchio rinuncia a proseguire con l’offerta per il Fatto Quotidiano. Lmdv Media, si legge in una nota, prende atto della decisione del consiglio di amministrazione di Società Editoriale Il Fatto del 28 ottobre scorso di non accogliere la richiesta di due diligence confermatoria, e della volontà dei soci fondatori di non aderire all’offerta. Vista l’impossibilità di accedere alle informazioni necessarie per una valutazione completa, Lmdv Media non intende, allo stato, promuovere l’offerta.  

“Abbiamo messo sul tavolo risorse e regole, e rispettiamo la decisione dei soci fondatori”, Leonardo Maria Del Vecchio, presidente di Lmdv Capital dopo la comunicazione della rinuncia. “La libertà di stampa si difende anche riconoscendo il giusto valore a chi la esercita ogni giorno – sottolinea Del Vecchio -. La nostra porta resta aperta, al Fatto come a ogni editore che voglia costruire un’informazione libera e sostenibile. L’informazione è un’infrastruttura essenziale del Paese e Lmdv Media continuerà a investire per difenderla”. 

 

“La proposta di Lmdv Media nasceva da una convinzione che resta immutata – spiega la società -. Il futuro dell’informazione non si garantisce riducendo i costi all’infinito per inseguire ricavi in calo, ma investendo in tecnologia e in chi fa i giornali. In Italia troppi giornalisti, a partire da collaboratori e freelance, sono pagati pochi euro a pezzo e vivono nella precarietà. Restituire dignità a questo lavoro, con compensi equi e contratti stabili, è il primo dovere di un editore e la prima condizione per un’informazione libera. Non esiste indipendenza editoriale senza giornalisti messi in condizione di lavorare”. Questo, prosegue, “è lo stile con cui Lmdv Media investe nell’editoria. Ne è un esempio Qn Media, editore di Qn, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, di cui Lmdv Media è l’azionista di controllo. Dal suo ingresso è stata superata la cassa integrazione ed è stata ripristinata la retribuzione del lavoro domenicale. È stata introdotta una policy per le trasferte adeguata alle esigenze del lavoro giornalistico, e sono state fermate le politiche di riduzione relative ai collaboratori ex articolo 12”. 

La società spiega inoltre che è in corso di introduzione un pacchetto welfare di valore pari a una mensilità aggiuntiva e che le garanzie di indipendenza proposte in questi giorni restano il modello con cui Lmdv Media intende operare nel settore: la golden share affidata a un comitato di garanzia, la tutela della direzione e della linea editoriale, il reinvestimento integrale degli utili. 

 

Ieri il consiglio di amministrazione di Seif ha respinto la richiesta “di due diligence confermatoria di Lmdv Media per impossibilità di avveramento della condizione soglia dell’82,9% del capitale votante prevista per il superamento del limite statutario al possesso azionario del 17%”. Seif, quindi, non intende concedere l’accesso alle informazioni aziendali come passo preparatorio in vista di un’Opa. 

Già martedì 27 ottobre, a Otto e Mezzo su La7, il no categorico di Marco Travaglio: “Noi soci fondatori che abbiamo il 52% della Seif non siamo interessati a cedere le nostre quote. Il tentativo di Del Vecchio di acquisire l’82% per cambiare lo statuto è destinato a naufragare”, ha detto il direttore del quotidiano. 

Nella giornata di mercoledì Seif, in una nota, ha affermato che l’iniziativa di Lmdv Media “non è stata sollecitata dalla Società né concordata con la stessa”. Il comunicato stampa di Lmdv “è stato diffuso senza alcuna interlocuzione preventiva con Seif ed è accompagnato da valutazioni unilaterali sulla situazione economico-finanziaria dell’Emittente, qualificate dalla stessa LmdvMedia come stime basate sulla documentazione pubblica”. “Non potendo l’eventuale Offerta avere efficacia, alla luce della posizione assunta dai soci fondatori e dell’impossibilità di avveramento della condizione soglia sopra indicata, il cda non può accogliere la richiesta di Lmdv Media di svolgere la due diligence confermatoria”. 

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