
L’interdipendenza industriale Italia-Canada dovrebbe superare il semplice aumento degli scambi e costruire filiere comuni capaci di rafforzare la sicurezza economica.
È la posizione espressa a Toronto da Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d’Italia eletto nella circoscrizione Nord e Centro America, durante l’Italy-Canada Business Forum. L’incontro è stato promosso dal Ministero degli Affari esteri e dall’Agenzia ICE con la Canadian Chamber of Commerce.
Il confronto si colloca nel quadro delle relazioni internazionali già al centro della cooperazione fra Italia, Canada e partner europei, ma con un’attenzione specifica alle catene produttive e agli investimenti.
Interdipendenza industriale Italia-Canada e filiere sicure
Di Giuseppe sostiene che le crisi energetiche, gli attacchi informatici e la carenza di semiconduttori abbiano mostrato i limiti delle catene di approvvigionamento basate soltanto sul minor costo. La nuova priorità, nella sua analisi, è la certezza delle forniture attraverso alleanze fra democrazie considerate affidabili.
La complementarietà riguarderebbe, da un lato, le risorse energetiche, i minerali critici e le materie prime canadesi; dall’altro, la manifattura avanzata, la robotica, l’ingegneria e il design italiani. I settori indicati comprendono semiconduttori, difesa, aerospazio, intelligenza artificiale applicata ai processi produttivi e corridoi logistici atlantici.
Il deputato chiede che queste piattaforme non restino riservate alle multinazionali, ma offrano accesso anche alle piccole e medie imprese. Al Forum hanno partecipato rappresentanti diplomatici, istituzionali e imprenditoriali italiani e canadesi. L’immagine neutra del passaporto italiano richiama la dimensione internazionale senza attribuire volti estranei alla notizia.
































