
Il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra contesta le frasi pubblicate sui social dall’assessore regionale ai Trasporti e chiede una presa di distanza politica.
Carlo Cunegato interviene sulle parole relative agli sberloni agli studenti in piazza attribuite a Diego Ruzza, assessore regionale ai Trasporti di Fratelli d’Italia. Il consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra giudica inaccettabile il post e chiede al presidente Alberto Stefani e a FdI di prenderne le distanze. Le attività istituzionali sono documentate dal Consiglio regionale del Veneto.
Ruzza, commentando la mobilitazione studentesca, aveva scritto che suo padre gli avrebbe dato più “sberloni” e che in giro si vedrebbero i risultati delle sberle mai ricevute. Cunegato interpreta quelle frasi come un linguaggio violento e incompatibile con il ruolo pubblico dell’assessore.
La polemica nasce mentre gli studenti manifestano in Veneto per scuola, trasporti e futuro. Il capogruppo AVS collega le proteste al caro vita, alla riduzione delle opportunità e alla difesa dei servizi pubblici.
Sberloni agli studenti in piazza, la richiesta di Cunegato
Cunegato sostiene che il diritto a manifestare debba essere rispettato e che un rappresentante delle istituzioni non possa evocare punizioni fisiche contro ragazzi impegnati in una protesta. La sua è una posizione politica autonoma, espressa in reazione al post dell’assessore.
Nel comunicato il consigliere richiama le lotte sociali che hanno contribuito alla conquista dello Statuto dei lavoratori, della scuola e della sanità pubbliche. Secondo Cunegato, il dissenso e la partecipazione sono strumenti democratici, non comportamenti da correggere con la forza.
La presa di posizione chiede una risposta esplicita alla maggioranza regionale. Spetta a Ruzza chiarire il significato delle proprie parole e alle forze politiche coinvolte decidere se condividerle o respingerle.
Il confronto sugli sberloni agli studenti in piazza si sposta così dal social network al dibattito regionale. Al centro restano il linguaggio delle istituzioni, il rispetto dei giovani e il confine tra critica politica e legittimazione simbolica della violenza.









































