
La crisi industriale Bellunese coinvolge 76 posti in poche settimane tra Hydro di Feltre, TBMetal e Allmatic, secondo il quadro diffuso dalla Fiom.
Il sindacato dei metalmeccanici riunisce tre vertenze aperte nella provincia di Belluno e chiede percorsi concreti per la ricollocazione dei lavoratori. I casi riguardano 34 addetti di Hydro a Feltre, 17 di TBMetal e 23 di Allmatic a Borgo Valbelluna. Il contesto nazionale può essere seguito attraverso i dati sull’occupazione pubblicati dall’Istat.
Per Hydro la Fiom richiama una vertenza già seguita nel territorio, legata alla riorganizzazione dell’attività produttiva. Il quadro si aggiunge alle altre criticità occupazionali dello stabilimento di Feltre e alle difficoltà emerse in aziende della filiera metalmeccanica bellunese.
Crisi industriale Bellunese, la richiesta della Fiom
L’organizzazione sindacale sollecita imprese e istituzioni a non limitarsi agli ammortizzatori sociali. La priorità indicata è costruire soluzioni di reimpiego, valorizzando competenze professionali che rischiano di essere disperse con la chiusura o il ridimensionamento delle attività.
Nel comunicato viene richiamata anche la responsabilità sociale delle aziende nei confronti dei territori in cui hanno operato. Per la Fiom, le decisioni industriali devono essere accompagnate da un confronto trasparente e da misure capaci di ridurre l’impatto sulle famiglie.
Il totale indicato dal sindacato fotografa un’accelerazione delle difficoltà in un arco temporale breve. La crisi industriale Bellunese viene quindi presentata non come una somma di casi isolati, ma come un segnale che richiede una risposta coordinata sul lavoro e sulle prospettive produttive della provincia.
































