
(Adnkronos) – Si può essere normopeso e avere comunque un rischio elevato di sviluppare diabete di tipo 2, sindrome metabolica, malattie cardiovascolari e altre patologie croniche. Per capire se si è davvero in salute non basta salire sulla bilancia: è necessario prendere un semplice metro e misurare addome e collo. È uno dei messaggi che emerge dal format esperienziale ‘Mantenersi in salute: istruzioni per l’uso’, ideato dall’esperta di benessere Angelica Amodei e ospitato in questi giorni a Napoli, stazione Marittima, nell’ambito del Dmed – Salone della Dieta Mediterranea che vede esperti confrontarsi sul benessere globale. l centro del dibattito il tema della prevenzione e della longevità, con particolare attenzione al ruolo del grasso viscerale che si accumula attorno agli organi interni e che rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la salute metabolica e cardiovascolare. “Oggi sappiamo che si può essere normopeso e avere comunque un rischio metabolico elevato – spiega Luigi Barrea, ordinario di Nutrizione clinica e dietetica applicata presso l’università UniPegaso e vicepresidente della Società italiana dell’obesità (Sio) Regione Campania – Per questo il peso corporeo non basta. La circonferenza addominale e quella del collo rappresentano due parametri semplici che possono fornire informazioni preziose”. Particolare attenzione va dedicata alla circonferenza addominale, uno degli indicatori più affidabili per valutare il rischio associato al grasso viscerale.
“La misurazione si effettua in piedi, con l’addome rilassato, dopo una normale espirazione, posizionando il metro a metà tra l’ultima costola e la cresta iliaca, l’osso superiore del bacino. Nelle donne una circonferenza inferiore a 80 centimetri indica un rischio basso; tra 80 e 87 centimetri il rischio è aumentato; da 88 centimetri in poi il rischio metabolico e cardiovascolare diventa elevato. Negli uomini il rischio aumenta oltre i 94 centimetri e diventa elevato sopra i 102 centimetri – afferma Barrera che parla anche di un “parametro ancora poco conosciuto ma sempre più studiato dalla comunità scientifica: la circonferenza del collo”. La misurazione “si effettua in posizione eretta, con il metro disposto orizzontalmente attorno al collo, appena sotto il pomo d’Adamo negli uomini e nel punto di maggiore circonferenza nelle donne, senza comprimere i tessuti. Una circonferenza del collo particolarmente elevata può rappresentare un importante campanello d’allarme – sottolinea Barrea – Valori superiori ai 44 centimetri sono associati a un aumento del rischio di apnee ostruttive del sonno, una condizione che può avere ripercussioni significative sulla salute cardiovascolare. Numerose evidenze cliniche hanno inoltre evidenziato una correlazione tra aumento della circonferenza del collo, insulino-resistenza, diabete di tipo 2 e alterazioni metaboliche”.
Accanto all’alimentazione, il secondo grande protagonista è il movimento. “L’attività fisica è il più potente strumento di prevenzione che abbiamo a disposizione – afferma Niccolò Famiglietti, personal trainer ed esperto di attività motoria e benessere – Non servono necessariamente ore in palestra. Anche cinque o dieci minuti di attività fisica distribuiti nell’arco della giornata possono fare la differenza. I cosiddetti snack motori aiutano a migliorare la circolazione, controllare la glicemia, contrastare la sedentarietà e mantenere attivo il metabolismo”. Dal risveglio muscolare al mattino alla camminata dopo pranzo, fino agli esercizi di respirazione e allungamento prima del sonno, il movimento è indicato come uno strumento semplice ma efficace per migliorare il benessere generale e ridurre il rischio di numerose patologie croniche. Particolarmente significativa, secondo Famiglietti, è la camminata dopo i pasti: bastano anche dieci minuti per contribuire a ridurre i picchi glicemici e migliorare la risposta metabolica dell’organismo. Infine, il ruolo centrale della Dieta mediterranea come modello di prevenzione e salute.
“Mangiare sano non significa privazione. La dieta mediterranea è un modello di vita che insegna a combinare correttamente gli alimenti, valorizzando qualità, equilibrio e varietà. Insieme all’attività fisica rappresenta uno degli strumenti più efficaci per vivere più a lungo e in salute. La longevità non dipende soltanto dalla genetica, ma soprattutto dalle scelte quotidiane. Alimentazione equilibrata, movimento costante, controllo del grasso viscerale e attenzione ai segnali del proprio corpo rappresentano oggi le basi più solide per aggiungere non solo anni alla vita, ma vita agli anni” conclude Barrera.
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