Adriano Cappellari: “Intimidazione? Non è gente di Napoli, ma del posto”

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Don Maurizio Patriciello e Adriano Cappellari
Don Maurizio Patriciello e Adriano Cappellari

“Sono un cronista generico – ha detto di sé Adriano Cappellari -, mi sento di escludere che a gente di Napoli dia fastidio che scrivo per un giornale che ‘gira’ nei sette Comuni dell’Altopiano. Per me può essere gente più locale, magari per rancori nei miei confronti legati anche ad altro, non so, perché io non ho mai fatto articoli da poter ‘giustificare’ un atto così così grave come quello successo stanotte”.

Queste le parole del cronista vicentino oggetto di un atto intimidatorio verificatosi nella notte tra sabato 30 e domenica 31 maggio ad Enego, paese della provincia di Vicenza dove vive il collaboratore de “L’Altopiano” e de “Il Giornale di Vicenza”.

Intanto, una comunicazione ufficiale die carabinieri del Comando Provinciale di Vicenza, che indagano coordinati dalla Procura berica, chiarisce le modalità del gesto: “Alcuni individui, dopo aver lanciato una busta contenente scritti minatori (e foto, ndr), hanno fatto deflagrare alcune bombolette di gas. Queste – aggiungono dall’Arma – erano state posizionate nei pressi del cancello d’ingresso pedonale dell’abitazione, unitamente a bottiglie di alcol etilico, petardi e a una tanica contenente liquido infiammabile“.

Viene inoltre spiegato che l’evento incendiario non ha provocato feriti, causando solamente il danneggiamento superficiale di un muro, di un portone e di un citofono.

La busta infilata nella buca delle lettere dell’abitazione del cronista vicentino, conteneva una lettera minatoria, che come detto segue ad altri scritti dal medesimo tono risalenti a febbraio scorso (leggi qui), oltre ad alcune foto di Cappellari con una “x” sul suo volto, e altre minacce a don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano (Na), e a Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei Ministri.

Adriano Cappellari ha aggiunto un particolare inquietante proprio circa il contenuto delle foto “che mi ritraggono nella mia abitazione: quindi fa capire che sono controllato da diverso tempo”.

La premier Giorgia Meloni non ha tardato a solidarizzare definendo l’attentato “inaccettabile” e “un attacco irricevibile alla libertà di stampa e informazione. Sono certa che Adriano Cappellari non si farà intimidire – ha aggiunto – e che continuerà a portare avanti il suo lavoro, come ha fatto finora. L’Italia ha bisogno di giovani coraggiosi come lui, che non hanno paura di denunciare ciò che non funziona, per tentare di cambiarle e rendere la nostra società più giusta e forte”. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi,  ha chiesto il massimo impegno alle forze di polizia per fare piena luce sull’accaduto.

Per don Maurizio Patriciello “quello che è accaduto ad Adriano è inquietante. Un episodio molto grave e che accade alla vigilia della mia partecipazione a un forum sulle mafie in programma giovedì prossimo a Bassano del Grappa, a pochi chilometri da Enego”. Cappellari è andato a Caivano il 9 marzo e da allora non si sono più sentiti. “Fino alla scorsa notte quando mi ha mandato i filmati dell’incendio. E nella lettera lasciata dinanzi la sua abitazione c’era la foto che ci siamo fatti a marzo sull’altare a Caivano”.

Non sono inoltre mancati gli attestati di vicinanza delle autorità regionali venete, delle quali abbiamo dato conto in un nostro precedente articolo.