Agsm Aim, presidente Federico Testa a GdV: “I vicentini la sentano propria. Ecco cosa faremo in città”

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Federico Testa presidente AGSM AIM
Federico Testa, presidente AGSM AIM

L’asse Vicenza-Verona può rappresentare una svolta per Agsm Aim dopo che, da qualche settimana, i due comuni soci hanno entrambi amministrazioni di centrosinistra. E il presidente della multiutility Federico Testa, nominato dal sindaco di Verona Damiano Tommasi, ha parlato della “vicentinità” dell’azienda.

Lo ha fatto concedendo una intervista al Giornale di Vicenza, in edicola oggi, nella quale ha toccato diversi argomenti inerenti la città socia al 38,8%. “Sono convinto che Agsm Aim debba essere sentita dai vicentini come una propria società. Per questo dobbiamo rimetterci con forza a ragionare di progetti industriali“, ha detto e sul ‘cosa’ ha aggiunto: “Abbiamo bisogno di sviluppare le comunità energetiche, facendo sinergia tra soggetti istituzionali, quali possono essere la Fiera, le scuole, altri edifici comunali, le piccole medie imprese e le famiglie”. 

Il presidente ha poi fornito un esempio, arrivando ad anticipare anche come la società potrà operare in sinergia con il Comune di Vicenza: “I tetti della Fiera possono essere molto interessanti, ma la Fiera non consuma in contemporanea. Dobbiamo trovare e creare una comunità dove ci siano soggetti che, sotto la stessa cabina, quando ad esempio la Fiera produce, consumano. Questo massimizza le entrate per tutta la comunità.

Gli incentivi al chilowattora arrivano se in quel momento lì qualcuno il chilowattora lo consuma. Per questo è importantissimo come si combina la squadra. Su questo punto Agsm Aim può assistere il Comune, le imprese e la Fiera nella composizione giusta per la costruzione delle comunità. Con la Fiera siamo andati a parlare. E vogliamo andare avanti con i progetti“.

Tra le possibilità progettuali energetiche si guarda al teleriscaldamemto che “a Vicenza c’è e bisogna allargarlo” ha aggiunto il presidente di Agsm Aim chiarendo di guardare con attenzione a determinate imprese, quelle che producono calore, come le acciaierie.

E si punta anche alla geotermia: “Dobbiamo mettere nel conto che dal fossile un po’ alla volta bisogna uscire. Stiamo già facendo importanti investimenti nel solare, nel fotovoltaico e nell’eolico. Dobbiamo farne di più. E poi dobbiamo guardarci intorno per capire se può avere un senso cominciare a ragionare con soggetti che magari hanno una produzione diversa, sempre rinnovabile, ma che potrebbe ben combinarsi con la nostra“, ha aggiunto Testa.

Punti di contatto tra Verona e Vicenza – secondo quanto si legge – potrebbero essere trovati su ipotesi di accordi, ma finora la parte vicentina della società ha indirizzato l’azienda verso l’esclusione di quelli “di tipo societario, di corporate”. Ma ora che è cambiata l’amministrazione? “Se la nuova amministrazione ha una visione diversa – ha risposto il presidente -, che magari collima con quella di Verona, si potrebbe tentare di allargare le cose per provare a capire con soggetti importanti che sono intorno a noi cosa si può fare”.

Il riferimento è in particolare al tema ambiente: “Come Agsm Aim – ha spiegato – stiamo già cercando di concentrare e razionalizzare tutte le attività dell’area ambiente. Uno dei temi che bisogna affrontare quando si parla di trattamento e valorizzazione dei rifiuti è quello di raggiungere massa critica sufficiente. C’è un progetto sul quale stiamo ragionando che per esempio parla di fanghi da depurazione. Adesso sta diventando sempre più difficile il trattamento di quei fanghi che vanno a finire in discarica; i costi sono pesantissimi. Se si riuscisse a fare un impianto, ed è uno dei progetti, di trattamento di questi fanghi da depurazione si potrebbero utilizzare quelli del Vicentino, del Veronese ma, che ne so, anche dal Mantovano“.

Al presidente, poi, è stato chiesto se è ipotizzabile anche una quotazione in borsa di Agsm Aim: ipotesi non esclusa dal dirigente che nel “guardare” alle realtà limitrofe e non in tema di società energetiche (Mantova, Verona, Trento, Bolzano, ndr) ha chiarito che la vision aziendale debba essere rivolta ai vantaggi per cittadini, imprese e loro clienti. “Qualche volta, in passato – ha detto Testa -, il rischio è stato di mettere al primo posto una visione, secondo me distorta, della politica. Invece abbiamo bisogno di lavorare per essere efficienti e dare servizi di qualità ai nostri cittadini. Questo lo si fa se superiamo la logica del singolo Comune. Credo che la politica sia una cosa importantissima, ma la politica in senso più nobile possibile, alto”.

Nelle dichiarazioni del presidente, a questo punto dell’intervista, è ri-emersa la volontà, manifestata già nei mesi scorsi, di superare il clima teso all’interno dell’azienda generato dai dissapori tra le due anime, Verona e Vicenza. “Io ho messo tutto l’impegno che potevo per cercare di riportare l’azienda a ragionare di business e di benefici per i cittadini. Conto di continuare a farlo – ha detto Federico Testa –. E spero di trovare da questo punto di vista un clima più sereno che ci consenta di porre quello come obiettivo principale“.

Infine, la chiusura con l’immancabile caso Compago. “Spero che in un tempo ragionevole si possa riuscire ad uscire da questa situazione”.