
Un passato longobardo a Dueville da riscoprire e non dimenticare, è l’obiettivo del nuovo progetto divulgativo inaugurato questa mattina. Da oggi, per le strade di Dueville dieci pannelli illustrativi riepilogano i ritrovamenti dei reperti di origine longobarda rinvenuti in vari luoghi della cittadina.
La presentazione alla cittadinanza del percorso divulgativo è avvenuta questa mattina in Municipio, in una gremita sala consiliare. Nel corso degli anni sono stati effettuati infatti diversi scavi archeologici che hanno portato al ritrovamento di reperti risalenti all’età longobarda; i primi rinvenimenti risalgono addirittura al 1911 e sono proseguiti fino agli inizi degli anni 2000.

L’assessore alla Cultura Cecilia Caldognetto nel corso della presentazione di questa mattina ha ricordato l’arrivo dei longobardi in Italia, avvenuto nel 568 d.C.. Giunti con le famiglie per restare, non incontrarono grossi ostacoli, visto che la resistenza della popolazione italica non fu efficace. “A Dueville in particolare – spiega Caldognetto – è stata la presenza dell’acqua il richiamo più importante a spingerli ad insediarsi qui”.
È stata infatti rinvenuta, in particolare, una necropoli risalente al periodo tra il sesto e il settimo secolo dopo cristo, situata nell’area del crocevia tra via Corvo e via IV Novembre con la ex Sp 50. “A nord del centro abitato di Dueville – spiega l’assessore alla Cultura – vennero alla luce reperti archeologici di grande importanza e interesse, rivelando testimonianze di vita e di sviluppo”.

Si tratta dunque di un vero e proprio percorso, caratterizzato dalla presenza di dieci pannelli posizionati in quattro aree dove sono state rinvenute tombe ed oggetti; il primo è proprio in Piazza Monza, davanti al Municipio, ed è stato simbolicamente “scoperto” questa mattina. Il percorso prosegue in via IV novembre, via Santa Fosca ed infine via Matteotti, nella Lottizzazione Ronzani. Secondo l’assessore Caldognetto rappresentano qualcosa di più di un semplice strumento divulgativo, sono un vero ponte tra passato e presente ed un modo per rendere accessibile a tutti la storia del territorio.
La realizzazione del percorso sulla Dueville longobarda grazie ad un bando regionale
Presente alla presentazione anche la consigliera comunale Lidia Zocche, assessore alla Cultura nell’Amministrazione precedente, che ha evidenziato come il progetto nasca nel 2019. “L’idea era quella di valorizzare una parte di storia poco conosciuta – spiega l’ex assessore alla Cultura -, ci eravamo candidati per un bando regionale che erogava fondi importanti per valorizzare i centri storici”. Il bando è stato poi vinto da Dueville nel 2021 e i quindicimila euro ottenuti sono stati utilizzati per la realizzazione dei pannelli divulgativi che ricordano la lunga permanenza longobarda in paese.

“La difficoltà – spiega Lidia Zocche – era principalmente nel tradurre gli studi scientifici prodotti attraverso gli scavi in linguaggio divulgativo accessibile a tutti”. La persona che è stata individuata e che si è poi occupata di scrivere e curare i testi è il professor Nevio Zanivan, che si è prestato gratuitamente per rendere accattivante e comprensibile a tutti il museo a cielo aperto.
“Nel 1911 durante i lavori di allargamento della strada che collega Dueville con Montecchio Precalcino emersero delle ossa umane – racconta il professor Zanivan -, si escluse l’origine romana, identificando l’epoca longobarda”. Nella prima metà degli anni 50 si scavò poi sotto il crocevia e si trovarono reperti nobili, tuttavia solo una parte dei reperti venne conservata, si trattò di scavi molto spesso effettuati in modo sommario, vista la mancanza delle attrezzature di cui dispongono gli archeologi di oggi.
Secondo quanto riportato da Zanivan, furono rinvenuti in particolare un anello, posseduto dai longobardi anche se proveniente da un’altra manifattura, e soprattutto una crocetta d’oro, definita da Valentina Donadel dei Musei Civici di Vicenza “un pezzo straordinario”, entrambi attualmente in mostra al Museo del Gioiello.

La figlia del professor Zanivan, Alice, si è invece occupata della grafica dei pannelli, in virtù della sua esperienza di illustratrice. “La volontà era partire da una forte componente storica per dare un tocco artistico al progetto, anche con storie fantastiche e mitologiche” spiega l’illustratrice duevillese.

Presente all’inaugurazione anche Paola Salzani della Soprintendenza di Verona, che ha evidenziato l’importanza di queste iniziative che valorizzano localmente ciò che è stato rinvenuto nel corso degli anni. Il messaggio della rappresentante della Soprintendenza è quello di “pensare alla storia di questi popoli migranti e alla mescolanza che hanno avuto con le popolazioni locali, perché questo ci insegna come vivere il presente”.




































