Arcugnano, Simona Siotto (candidata sindaco): “Un presidio sanitario con i medici di base”

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Simona Siotto

Un presidio medico ad Arcugnano, costruito in collaborazione con i medici di medicina generale del territorio, in spazi messi a disposizione dal Comune: è uno dei punti del programma elettorale di Simona Siotto, candidata alla carica di sindaco.

Secondo la capolista di Nuova Arcugnano “la salute non è solo una questione sanitaria, ma di comunità e avere un medico vicino, conosciuto, che segue nel tempo le persone fa la differenza, non solo nelle cure ma anche nella serenità quotidiana. Arcugnano merita servizi all’altezza dei bisogni dei suoi cittadini, a partire da quello più importante: la salute”.

Il presidio medico per Arcugnano è inteso come “uno spazio accessibile e stabile – dichiara Simona Siotto – dove i cittadini possano trovare il proprio medico, in un contesto organizzato ma umano, supportato da servizi di segreteria e, dove possibile, da personale infermieristico.

Un Comune moderno – prosegue la candidata – non si limita a gestire l’ordinario, ma costruisce servizi di prossimità che migliorano concretamente la qualità della vita. Un presidio medico significa meno spostamenti, più sicurezza per le persone fragili, meno pressione sugli ospedali e un territorio più attrattivo anche per le famiglie”.

L’aspirante prima cittadina sostiene che il territorio vive una trasformazione del rapporto con la medicina di base, con ambulatori sempre più lontani, minore continuità nel rapporto medico-paziente e difficoltà crescenti soprattutto per anziani e famiglie.

“Un tema tutt’altro che astratto – dichiara -. In Italia, oltre il 23% della popolazione ha più di 65 anni, una percentuale in costante aumento anche nei nostri territori. Sono proprio gli anziani i cittadini che più necessitano di una presenza medica stabile, facilmente raggiungibile e capace di garantire continuità nelle cure. A questo si aggiunge un dato ormai evidente: sempre più persone incontrano difficoltà nel reperire un medico di base o nel mantenere un rapporto continuativo, con un conseguente aumento del ricorso improprio al pronto soccorso”.