Progetto di Vita, Regione Veneto lancia piano di formazione per disabili

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Paola Roma

La Giunta della Regione del Veneto ha approvato un piano di formazione a vantaggio delle persone disabili. Si tratta di una iniziativa rivolta agli operatori coinvolti nel progetto e indirizzato inoltre alle persone con disabilità e ai loro familiari.

Progetto di Vita, da Regione Veneto piano di formazione per disabili

Il piano formativo beneficia di risorse per 1 milione 700 mila euro e verrà realizzato su tutto il territorio regionale nell’arco di due anni a partire dai primi mesi del 2027 ed è realizzato in convenzione con la Fondazione Scuola di Sanità Pubblica

Consentirà di sviluppare un articolato programma formativo uniforme in tutti i 24 Ambiti Territoriali Sociali del Veneto, coinvolgendo professionisti del sistema sanitario e sociale, Comuni, Terzo Settore, sistema scolastico e universitario, enti della formazione, ordini professionali, associazioni, persone disabili e loro familiari.

Saranno realizzate complessivamente circa 4.200 ore di formazione, articolate in corsi rivolti a professionisti, funzionari e amministratori pubblici, con moduli dedicati alla valutazione multidimensionale, al progetto di vita, al budget di progetto, agli accomodamenti ragionevoli, all’attuazione della riforma e all’individuazione dei desideri e delle aspettative delle persone.

L’organizzazione consentirà di raggiungere almeno 1.200 professionisti, oltre a numerosi amministratori, funzionari e operatori della rete territoriale. Si tratta di lavorare alla costruzione di un’importante squadra di professionisti, che diventeranno un punto di riferimento per le famiglie con persone con disabilità.

“Con questo piano formativo la Regione compie un ulteriore passo nella direzione dell’attuazione della riforma della disabilità – ha detto l’assessore regionale al Sociale, Paola Roma -.

Si tratta di una riforma importante e complessa, il cui cuore è il Progetto di vita che gli operatori saranno chiamati a costruire assieme a ciascuna persona che verrà presa in carico. Ciò vuol dire mettere al centro la persona con le proprie aspirazioni, caratteristiche e potenzialità e valorizzarla promuovendone autonomia e inclusione”.