Autonomia, Zaia richiama Mattarella: “Il Titolo V può cambiare il Paese”

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Autonomia e Titolo V, Luca Zaia durante un intervento pubblico in Veneto

Il presidente del Consiglio regionale del Veneto legge le parole del Capo dello Stato come un richiamo ad attuare il decentramento previsto dalla Costituzione e a rafforzare la responsabilità dei territori.

Nel dibattito su autonomia e Titolo V, Luca Zaia richiama l’intervento del presidente Sergio Mattarella alla quinta edizione del Festival delle Regioni e delle Province autonome. La posizione è stata diffusa dal Consiglio regionale del Veneto.

Zaia definisce Mattarella un garante della Costituzione e sostiene che la questione non sia soltanto giuridica o formale. A suo giudizio, l’attuazione del Titolo V rappresenta un’occasione per modernizzare il Paese e rendere più incisivo il ruolo delle istituzioni territoriali.

Il presidente afferma che le Regioni non devono essere considerate semplici articolazioni amministrative dello Stato. Dovrebbero invece partecipare da protagoniste alle politiche di crescita, innovazione e sviluppo, assumendosi responsabilità più dirette.

Il confronto si collega alle iniziative istituzionali sulla Giornata dell’Autonomia organizzata in Veneto, dove Giunta e Consiglio hanno rilanciato il percorso della differenziazione regionale.

Autonomia e Titolo V, il richiamo ai Costituenti

Zaia sostiene che il decentramento appartenga al patrimonio comune della Costituzione e non a una sola parte politica. Nel suo intervento richiama il confronto tra culture differenti che accompagnò il lavoro dell’Assemblea costituente.

Il paragone con la Germania del secondo dopoguerra serve a evidenziare, nella lettura del presidente veneto, la differenza fra un ordinamento costruito su solide basi federali e un progetto italiano rimasto parzialmente incompiuto.

Nel messaggio compaiono anche Luigi Einaudi e don Luigi Sturzo, indicati come esempi di una visione dello Stato capace di unire unità nazionale e valorizzazione dei territori. Di Sturzo viene citata la formula “unitario, ma federalista impenitente”.

Zaia presenta l’autonomia differenziata come una riforma fondata su prossimità delle decisioni e responsabilità di governo. Restano però centrali la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, il finanziamento delle funzioni e le garanzie di uniformità dei diritti.

Il confronto su autonomia e Titolo V continuerà quindi sul terreno politico e istituzionale. Le parole del Capo dello Stato vengono interpretate da Zaia come sostegno al decentramento, ma l’attuazione concreta richiede intese, norme e verifiche parlamentari.