Il distacco della corrente per morosità ai clienti della Agsm Aim, tra cui tanti vicentini, avverrà dopo 3 mesi invece di 4. Lo sostiene Raffaele Colombara consigliere comunale del gruppo Per Una Grande Vicenza.

Secondo il politico vicentino sarebbe diretta conseguenza della decisione da parte del gestore di passare dal sistema di fatturazione bimestrale a quella mensile, di cui avevamo dato notizia da queste pagine.

Il tutto, partirà da gennaio e Colombara ha dunque interpellato in merito il governo cittadino

“L’intento dichiarato di Agsm Aim – dice – è di diminuire l’impatto della bolletta sulle famiglie e sulle attività in questo periodo in cui il conto dell’energia è molto salato. Ovviamente, in caso di morosità, se qualcuno dei 107.000 utenti vicentini non potrà pagare subirà il distacco e l’interruzione del servizio. Da gennaio, dunque, per chi è in difficoltà, il periodo di servizio assicurato si riduce di un mese, perché tutto l’iter viene anticipato di 30 giorni”.

Attualmente invece la procedura concedeva più tempo all’utente in difficoltà con i pagamenti, prevedendo tutta una serie di interlocuzioni intermedie prima di procedere al distacco del servizio e per il quale occorrono “circa 4 mesi dal primo giorno di consumo di luce o gas” dice Colombara.

“Se rimangono in vigore le attuali procedure – aggiunge -, il lasso di tempo per subire il distacco si riduce a circa tre mesi, eliminando la possibilità di avere 30 giorni in più per recuperare quanto serve per pagare la bolletta, in particolare per chi ha il proprio reddito legato alla stagionalità.

L’amministrazione intende intervenire per far sì che le condizioni di distacco rimangano quelle attualmente in vigore”? Questo il quesito posto a Rucco e soci.

E di Agsm Aim Colombara si è occupato di recente anche in merito alla spinosa questione dell’acquisizione di Compago. Nel consiglio comunale di ieri, in occasione della risposta del sindaco di Vicenza alle domande poste sul tema, si è registrato un botta e risposta proprio tra Rucco e Colombara.

“Avevo già chiarito questi aspetti – ha detto il primo cittadino di Vicenza -, ma repetita iuvant. Nei limiti della riservatezza di una operazione come questa, ripeto che se ci sono elementi in vostro possesso particolarmente concreti e di aiuto da trasmettere anche all’azienda e da valutare, dateli. Se l’operazione è sospesa o annullata a me non risulta – ha aggiunto -. C’è una valutazione in corso del Cda della holding all’esito delle quali i soci saranno informati”.

A queste dichiarazioni Colombara ha quindi replicato dicendo: “Noi incalziamo su questa acquisizione e dovrebbe essere chiaro a tutti che siamo di fronte a una operazione che ora come ora è incomprensibile. Nessuno vuole società come queste per il rischio debiti che portano con sé. Stiamo parlando di una società che rivende il gas a clienti finali pur non essendo proprietaria dei contratti.

I documenti sono agli atti – ha poi aggiunto Colombara in consiglio – ed è grave che lei dica così (rivolto a Rucco, ndr). E’ una operazione sbagliata, destabilizzante e poco coerente. Il sindaco dice di non sapere molto della vicenda, mentre noi veniamo a sapere dai giornali gli aggiornamenti, non da ultimo quello per il quale l’investimento di 60 milioni di euro non è stato votato dal presidente del Cda ma dall’ingegner Quaglino. Si spendono soldi per una operazione incomprensibile. Spieghi Rucco agli azionisti vicentini se ha dato carta bianca a Verona o a Fratelli d’Italia che li comanda”, ha concluso Colombara.