
Cristina Guarda chiede alla Commissione europea di intervenire sul progetto turistico nell’oasi di Pellestrina; la petizione sfiora 54 mila firme.
Il caso delle villette a Ca’ Roman arriva formalmente alla Commissione europea. Cristina Guarda, europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, ha presentato l’interrogazione parlamentare P-10-2026-003995 sul progetto di 77 unità turistiche nell’oasi naturalistica di Pellestrina, chiedendo l’applicazione del principio di precauzione.
La nuova iniziativa dà seguito all’impegno annunciato da Guarda per portare a Bruxelles la tutela di Ca’ Roman. Nel frattempo, secondo i dati diffusi dal suo ufficio stampa, la petizione contro l’intervento è passata da oltre 49 mila a quasi 54 mila sottoscrizioni.
Nell’interrogazione Guarda richiama la presenza di tre siti della rete Natura 2000 e, in particolare, del sito IT3250023, che comprende habitat prioritari tutelati dalla direttiva europea. L’eurodeputata giudica approssimativa la valutazione degli impatti e contesta l’idea che la protezione della biodiversità possa dipendere soprattutto da regole di comportamento affidate ai futuri residenti.
Villette a Ca’ Roman, il precedente europeo legato alle compensazioni del Mose
Un passaggio riguarda la procedura d’infrazione 2003/4762, chiusa dalla Commissione dopo l’impegno delle autorità italiane ad adottare misure di compensazione del Mose. Fra queste venivano indicati interventi di miglioramento dell’habitat nello stesso sito oggi interessato dal progetto edilizio. Guarda chiede quindi alla Commissione di verificare la coerenza fra quegli impegni e l’iter in corso.
«Con quasi 54.000 firme, cittadine e cittadini hanno già dato una risposta chiara: Ca’ Roman non si tocca», afferma l’europarlamentare. Guarda sostiene che il principio di precauzione imponga di intervenire prima che un danno all’habitat diventi irreversibile e accusa la Regione di attribuire, nelle valutazioni ambientali, un peso eccessivo agli interessi privati. Si tratta della sua posizione politica, sulla quale saranno chiamate a esprimersi le istituzioni competenti.
L’iter del progetto dura da quindici anni. Dopo il parere favorevole espresso il 23 luglio dalla Municipalità del Lido e di Pellestrina, secondo il comunicato manca il via libera della Giunta comunale di Venezia al permesso di costruire. L’opposizione sul territorio continua: il 4 ottobre il comitato “Pellestrina per Ca’ Roman” ha promosso un nuovo presidio e sta valutando anche iniziative legali.
La petizione e la campagna per il riconoscimento dell’area come “luogo del cuore” del FAI mantengono alta l’attenzione. L’interrogazione non decide il destino delle villette a Ca’ Roman, ma apre un passaggio istituzionale ulteriore: la Commissione europea dovrà ora rispondere sui vincoli ambientali, sulle misure di compensazione e sulle eventuali azioni ritenute necessarie per proteggere l’oasi.




























