Il caro energia non dà tregua alle imprese e alle famiglie del Veneto: ad agosto 2022 i prezzi dell’elettricità, del gas e degli altri combustibili sono cresciuti, in media, del 75,5% rispetto allo stesso periodo del 2021.

Dato leggermente inferiore alla media Italia (76,4%) ma ben 23,6 punti in più rispetto al 51,9% dell’Eurozona. Le crescite sono state rilevate dall’Ufficio Studi di di Confartigianato Imprese Veneto che ha analizzato i dati ISTAT tra il 2021 e 2022. L’ennesimo aumento dei costi annunciato per i prossimi mesi è la raffigurazione tangibile e concreta dello tsunami energetico che avanza inesorabile.

“Serve una squadra di Governo e serve subito – afferma Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto – perché bisogna fare in fretta e di studiare interventi consistenti e soprattutto semplici nella fruibilità perché la complicatezza delle procedure burocratiche costituiscono per le piccole imprese una barriera all’accesso agli sgravi e i ritardi nelle erogazioni possono favorire l’ecatombe del settore produttivo. Abbiamo bisogno di due cose: lo sconto diretto in bolletta e saperne in anticipo l’importo. Non è infatti possibile lavorare nell’incertezza totale di quale cifra ci sarà sulla prossima bolletta.

Qualsiasi intervento strutturale – prosegue Boschetto – ha tempi lunghissimi, non compatibili con l’emergenza in atto. Quindi ben vengano incisive politiche di diversificazione del mix energetico che agevolino le energie rinnovabili e l’efficienza ma è altrettanto importante intervenire sulla composizione tariffaria con una misura strutturale di riduzione degli oneri generali in bolletta e il loro finanziamento mediante altre forme di gettito. Non possiamo affrontare l’autunno e l’inverno con il rischio che il caro bolletta ci porti verso una nuova recessione.

Se da una parte il Governo ha introdotto un meccanismo attraverso cui la singola impresa può accedere a un credito d’imposta – continua – dall’altra c’è un meccanismo con procedure enormemente complesse e discriminatorie verso una buona parte di piccole aziende che non hanno i requisiti per accedervi ma che subiscono anch’esse rincari allucinanti. La modalità di calcolo del credito d’imposta continua a non essere agevole per coloro che hanno cambiato gestore dal 2019 ad oggi, e sono tanti”.

non solo un’analisi del problema, ma anche una proposta: “A parte le difficoltà di calcolo, non si comprende – ancora Boschetto – perché non si possa introdurre un meccanismo di sconto diretto in bolletta.

Il destinatario cede direttamente il credito al soggetto che l’ha emessa. E non c’è nessun rischio di frode dato che l’acquirente del credito è lo stesso che lo ha comunicato! Si consideri poi che sugli extra profitti delle società energetiche è dovuta una tassazione ad hoc. E’ quantomeno ipotizzabile, quindi, che per costoro sia utile acquisire crediti da usare poi in compensazione.

Si tratterebbe – conclude – di un beneficio più simile a quelli già messi in campo nel Decreto Sostegni, che prevedeva aiuti immediati ed automaticamente ricompresi in fattura (azzeramento degli oneri di sistema e la riduzione Iva sul gas al 5%). Per questo è necessario semplificare al massimo le procedure. Sicuramente l’incremento del credito d’imposta per le bollette di ottobre e novembre e l’aumento dei soggetti potenzialmente beneficiari sono dei passi in avanti, ma ricordiamoci tutti che nel frattempo ci viene imposto prima di pagare e poi, eventualmente, di chiedere indietro”.