Castel del Monte e la Puglia con le sue DOCG. “Wine Specialists Journal”: dal Nero di Troia al Bombino nero

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Castel del Monte credits wikimedia

Tre delle quattro DOCG presenti in Puglia si trovano esattamente nella zona situata tra la provincia di Bari e quella di Barletta-Andria-Trani e, non a caso, riportano tutte e tre nella loro denominazione il richiamo a Castel del Monte, la nota struttura ottagonale fatta edificare dall’imperatore Federico II di Svevia. Abbiamo già avuto modo di raccontare la passione di questo imperatore svevo per la Puglia e bisogna anche dire che i pugliesi hanno avuto modo di ricambiare in diversi campi l’onore di essere stati apprezzati, tributando al Puer Apuliae anche nel settore vitivinicolo alcune interessanti referenze. Questa volta abbiamo deciso di degustare per Wine Specialists Council un Nero di Troia proveniente dalla zona DOC di Castel del Monte e uno dei migliori rosati in circolazione prodotto con un Bombino nero DOCG proveniente sempre dalla zona di Castel del Monte.

Vulgaris, Di Reda Domini, Nero di Troia 2017, 14 % vol.

La cantina Di Reda Domini è un’azienda giovanissima, fondata solo nel 2020 da due giovani ragazzi che hanno raccolto il sogno del loro nonno, vecchio produttore di uve ed

Vulgaris, Di Reda Domini
Vulgaris, Di Reda Domini

estimatore dei vitigni autoctoni. All’interno della gamma di vini della cantina, abbiamo deciso di degustare un Vulgaris, Nero di Troia del 2017, un vino che fa due anni di affinamento di cui uno in barrique. Dal colore granato con unghia rubino, si presenta limpido e compatto, mentre al naso appare fruttato, con note di frutta rossa, prugna, amarena, giuggiole. Il floreale emerge con una piena nota di viola, una nota leggera di peperone nel vegetale, mentre nella famiglia delle erbe aromatiche riconosciamo origano e timo. Chiude la sensazione olfattiva una nota minerale di grafite e, tra le spezie, si avverte del pepe nero e della salvia, accompagnate da tostature di cacao, tabacco da pipa, vaniglia e nocciola, per finire poi con profumi di caramella balsamica e leggera affumicatura nell’etereo. Di intensità si presenta lungo con una qualità molto definita. Assaggiandolo è secco, caldo di alcool, avvolgente, quasi grasso con tannini astringenti, giovani, quasi morbidi che fra qualche anno saranno perfetti. È un vino sapido, di corpo strutturato, lungo nella persistenza. Da abbinare a carne brasata, ragù della domenica, ma anche ad un fegato alla veneziana.

Pungirosa DOCG Rivera, Bombino nero Castel del Monte, 12 % vol.

Sono decenni ormai da quando la Cantina Rivera con vitigni principalmente situati nella

Pungirosa, Bombino Nero 2021 DOCG
Pungirosa, Bombino Nero 2021 DOCG

zona di Castel dei Monte si è affermata a livello nazionale ed internazionale con diverse etichette, ma questa volta vogliamo presentarvi uno dei vini più delicati e premiati dell’azienda, il Pungirosa, interamente prodotto da Bombino nero DOCG vinificato rosato. Alla vista si presenta di color rosa provenzale, brillante e trasparente. All’olfatto il fruttato emerge con sensazione di fragoline di bosco, melagrana e dopo un po’ si sente la buccia di pompelmo rosa, mentre nella famiglia del floreale si distinguono fiori di pesco e rosa. La nota minerale è forte, nettamente salmastra. Nel balsamico avvertiamo una delicata caramella mentolata con infine note eteree. Il vino merita un bonus per i suoi profumi poiché si distinguono nettamente e delizia con una lunga intensità olfattiva per una qualità è assolutamente definita. Al primo sorso appare secco, l’alcool percepito è caldo, rotondo sulla lingua, imbrigliato dalla freschezza che, per la sua acidità, sembra quasi citrino. Lascia una buona pulizia di bocca, con un corpo esile ed equilibrato come un ballerina in punta di piedi. Nel gusto è persistente con una qualità è definita. L’abbinamento è perfetto con i piatti di mare, perché la sua garbata morbidezza si abbina bene con frutti di mare, sushi, catalana, ma non disdegnate di abbinare questo vino con una deliziosa pizza con mozzarella di bufala e una foglia di basilico.

Di Erika Lumento e Michele Lucivero.